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Le proiezioni a lungo termine del rapporto tra spesa per pensioni e Pil
L’aumento della spesa sociale, soprattutto pensionistica, e il suo impatto sul debito pubblico tendono a spostare l’attenzione dall’efficacia e dall’equità dei modelli di protezione sociale alla loro sostenibilità finanziaria. Le dinamiche demografiche e l’invecchiamento della popolazione, sono diventate un tema centrale nel dibattito politico e tecnico, poiché tendono ad aumentare la quota di reddito da destinare alle pensioni, con conseguenze fiscali, politiche e sociali rilevanti. Per analizzare questa evoluzione, i paesi europei utilizzano un indicatore comune di sostenibilità, il rapporto tra spesa pensionistica e Pil. Molte analisi cercano di prevederne l’andamento nel lungo periodo attraverso modelli di proiezione che includono variabili demografiche, macroeconomiche, del mercato del lavoro e i cambiamenti normativi. L’articolo si concentra su questi modelli di simulazione e mette in evidenza come la fissazione di un limite massimo al rapporto spesa pensionistica/Pil implichi scelte di distribuzione del reddito che riflettono inevitabilmente giudizi di valore. Inoltre, mentre i modelli di proiezione possono essere considerati strumenti utili per stimare gli effetti di lungo periodo delle politiche pensionistiche, essi non possono però essere presi a riferimento in modo del tutto vincolante, a causa di alcune intrinseche debolezze metodologiche e per le incertezze nella previsione a lungo termine di variabili cruciali.
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A trent’anni dalla Riforma. Intervista a Roberto Artoni, Pia Saraceno, Elsa Fornero, Felice Roberto Pizzuti
Per il sistema previdenziale italiano il 2025 rappresenta un anniversario: è il trentennale della riforma pensionistica del 1995, che ha introdotto il sistema contributivo (legge 8 agosto 1995, n. 335). I problemi che erano all’origine di quel cambiamento sono stati risolti? Il sistema è in equilibrio e potrà avere un futuro anche per i giovani? Oppure è l’istituto stesso della pensione nella sua accezione storica che oggi rischia di essere rimesso in discussione dalla profonda e forse epocale trasformazione del mercato del lavoro? Alla domanda che si faceva in passato «avremo mai una pensione?», cosa possono rispondere i più giovani? Per capire come stanno davvero le cose abbiamo girato queste (e altre) domande a quattro protagonisti delle politiche previdenziali e studiosi della materia: Elsa Fornero, Roberto Artoni con Pia Saraceno e Felice Roberto Pizzuti. Ecco cosa ci hanno risposto in relazione alle questioni centrali della flessibilità, adeguatezza, sostenibilità ed equità del sistema e al rapporto tra sistema pubblico e previdenza integrativa.
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Potenzialità e criticità del sistema contributivo. Un quadro introduttivo
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RPS N. 3/2025
22.00
€
Pensioni. A 30 anni dalla legge 335/1995
I problemi aperti del contributivo
Disagio abitativo e politica per la casa
Transizione e nuovo patto sociale
La regolazione della finanza sostenibile in Europa
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Vecchie e bastonate
15.00
€
La disparità di genere è una delle forme più radicate e diffuse di disuguaglianza; in Italia le donne subiscono ancora discriminazioni economiche, lavorative e sociali. Ma cosa accade a questo genere già così vessato quando invecchia? Quando le donne superano il
turning point
della menopausa? Questo studio, il primo in Italia ad affrontare in modo organico la questione, propone una riflessione inedita e divertente. Con uno stile insieme colto e ironico, Eleonora Pinzuti e Patrizia Fistesmaire indagano il fenomeno da due prospettive complementari: da un lato spiegando
cosa
accade, offrendo dati, analisi epidemiologiche e testimonianze sulla violenza contro le donne “grandi”; dall’altro raccontando
perché
accade, risalendo alle radici letterarie, filosofiche e mediatiche di una ingiustizia millenaria. Insieme, tracciano un percorso possibile per trasformare “l’età grande” in una grande età, cambiando percezioni, costumi e libertà. Con la prefazione di Graziella Priulla, arricchito da didascalie introduttive e box di auto-interrogazione, questo testo a due voci si propone come un tassello essenziale del pensiero femminista contemporaneo e uno strumento necessario per un Paese che invecchia e che ha nelle sue donne grandi il motore non del passato, ma del futuro.
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CM N. 5-6/2025
15.00
€
Lettera alle lettrici e ai lettori
Alberto Leiss, Guido Liguori
, Verso la “terza serie” di «Critica Marxista»
Osservatorio
Luigi Ferrajoli
, Per un costituzionalismo globale
Vincenzo Vita
, Il potere senza contropoteri: assoluto, segreto, artificiale
Piero Di Siena
, Il progetto strategico della destra italiana e la debolezza della sinistra
Massimo Cavallini
, Da “Monroe” a “Donroe”, l’imperialismo Usa ai tempi di Trump
Stefano Rizzo
, Dove andranno gli Stati Uniti nel 2026
Romeo Orlandi
,
West and the rest.
Molto di nuovo sul fronte orientale
Riccardo Cristiano
, Iraq, Siria e Libano: il futuro lo indica la dimenticata Antiochia?
Stefano Manservisi, Mario Pezzini
, Relazioni internazionali, politica di sviluppo e ruolo dell’Europa
La lezione di Aldo Tortorella
Fabio Minazzi
, Aldo Tortorella, un politico banfiano
Federico Micari
, «Sulla svolta della Bolognina» e sull’avere «un punto di vista comunista». Intervista ad Aldo Tortorella
Federico Micari
, Il metodo e la passione. Ricordo di Aldo Tortorella
Laboratorio culturale
Paolo Desogus
, Le ceneri del Pci. Pasolini, Togliatti e la politica come passione
Martín Cortés
, L’ossessione per Gramsci nella destra argentina
Christos Bintoudis
, Una giovane studiosa greca di Gramsci alla Sapienza: Mirsini Zorba (1973-1975)
Antonio Viteritti
, Gramsci nell’antropocene. Rivoluzione passiva e crisi climatica
Mauro Munzi
, Il
general intellect
al tempo della intelligenza artificiale
Lorenzo Serra
, Tra esistenzialismo e marxismo. Un dialogo sulla crisi della democrazia
Chiara Meta
, Femminismo e Pci: alla ricerca di una politica come «arte della gioia»
Schede critiche
Massimiliano Biscuso
, Leopardi: corpo a corpo con la modernità
Mihaela Ciobanu
, Eleanor Marx e la libertà femminile
Antonio Di Meo
, Cesarismo e bonapartismo in Gramsci
Camilla Sclocco
, Gramsci e il rinnovamento del marxismo
Gioia De Laurenziis
, Il tema della traducibilità in Gramsci
Guido Liguori
, Gramsci e l’educazione in Italia e America Latina
Antonio Di Meo
, Una biografia di Togliatti
Celeste Costantino
, Ripensando l’autobiografia di Althusser
Sebastián Gómez
, Politica e pedagogia: il caso del Pci (1975-1980)
Guido Liguori
, I carteggi di Paolo Spriano
Fabio Vander
, La sinistra e la povertà
Alberto Leiss
, Ingrao e Lolini. L’azzardo della parola
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Prepotenti
13.00
€
Prepotenti
guarda il potere da vicino,
nei suoi gesti più ordinari.
Attraversa i luoghi di lavoro, i gruppi, le relazioni quotidiane e descrive i dispositivi più ordinari e più efficaci del potere tossico: autoritarismo, machismo, obbedienza. Il libro smonta, pezzo dopo pezzo, i meccanismi più invisibili ma persistenti di questo potere. Mostra come il silenziamento venga interiorizzato fino a sembrare naturale, come l’esclusione diventi metodo. Ciò che appare come fragilità personale emerge invece come l’effetto coerente di un ordine che funziona solo lasciando qualcuno ai margini. Nei contesti in cui il comando viene scambiato per competenza e l’adattamento per maturità, il potere non ha bisogno di imporsi apertamente: basta che venga accettato. È in questa zona grigia che il dominio si rende stabile, efficiente, difficilmente nominabile. In questo libro la prepotenza cambia senso: non è l’abuso di chi domina, ma l’atto scomodo di chi resta, nomina, disturba. Di chi interrompe automatismi fondati sulla paura, sull’adattamento, sul consenso passivo.
Prepotenti
non consola. Non pacifica. Sposta lo sguardo.
E, dopo, niente torna esattamente al suo posto.
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Parte I – Dottrina
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Parte II – Giurisprudenza
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RGL N. 4/2025 Osservatori
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RGL N. 4/2025
45.00
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Carlo Rosselli, Antonio Gramsci, Bruno Trentin: lavoro, libertà, sindacato, partito
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