• Anna Magnani

    9.00 
    Una donna che ha molto amato, molto sofferto e si è battuta con impeto per avere un’esistenza piena, secondo vocazione e talento, senza mai tradire coscienza e rigore nel suo mestiere e nelle apparizioni fuori scena. La Magnani viene presentata sia come personaggio del suo tempo, che incarna settant’anni di storia italiana - il periodo fra le due guerre mondiali, il ventennio, il dopoguerra, i «favolosi» anni sessanta - sia come donna di spettacolo, capace di passare dal dramma alla rivista, dal film brillante al cinema neorealista di Rossellini, alle opere di Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, ai programmi radiotelevisivi. Ma soprattutto Anna è vista come protagonista di un grande film, quello che nasce dall’intreccio tra i fatti di tutti e i suoi privati, una narrazione intensa e ricca di particolari anche inediti, che è stata riversata nella trasmissione in dieci puntate trasmessa da Radio2Rai nel ciclo di successo «Alle otto della sera».
  • Il libro e la videocassetta raccontano un secolo di lotte, di militanza, di passioni e di sacrifici, vissuti dai lavoratori per difendere la propria dignità ed estendere i propri diritti. Il documentario, realizzato dal regista Odino Artioli con la consulenza storica della Fondazione Giuseppe Di Vittorio, attraverso un uso sapiente di fotografie, filmati d'epoca e materiale inedito, ripercorre le tappe salienti che hanno caratterizzato la storia del sindacato nel Novecento italiano, dai primi scioperi di inizio secolo alla mobilitazione industriale della prima guerra mondiale e alle lotte del "biennio rosso", dall'avvento della dittatura fascista alla lotta di Resistenza, dalla ricostruzione al miracolo economico, dalla mobilitazione studentesca e operaia del 1968-1969 ai tre milioni di manifestanti del Circo Massimo del 23 marzo 2002. Il libro, agile e chiaro, curato da Adolfo Pepe, Pasquale Iuso e Fabrizio Loreto, offre una lettura organica e approfondita dei cento anni di storia della CGIL, ordinandola per periodi significativi del suo svolgimento.
  • Gli atti del primo convegno promosso dal «gruppo dei 49» rappresentano un contributo alla discussione aperta nella Cgil, e più complessivamente nel sindacato, mirato all’obiettivo di arricchire il confronto e di determinare nuove opportunità per l’azione sindacale. La fase politico-sociale attraversata dal paese nel nuovo contesto internazionale impone del resto al sindacato una rivisitazione delle sue strategie per meglio affrontare le sfide future. È necessario infatti delineare in modo nuovo temi come l’autonomia, l’unità sindacale, il governo dei processi di globalizzazione, un sistema di welfare più inclusivo, le politiche contrattuali e retributive, la democrazia e la rappresentanza. Tutto il dibattito del convegno, aperto da una relazione di Agostino Megale e concluso da Antonio Panzeri, va in questa direzione sollecitando una forte innovazione dei contenuti e dell’azione della Cgil per rafforzarne la funzione e il ruolo.
  • I Lunedì dell’economia hanno caratterizzato il primo anno di attività pubblica della Fondazione Giuseppe Di Vittorio e del suo comitato scientifico «Scienze Sociali». Gli appuntamenti, a cadenza bisettimanale, hanno toccato temi rilevanti quali lo scenario macroeconomico, la competitività, la guerra, il diritto del lavoro, il welfare. L’attualità degli argomenti trattati si è sempre misurata con uno spessore alto di approfondimento e sollecitazione di ricerca, realizzando così una fusione ricca tra l’approccio teorico e uno più immediatamente legato all’intervento contingente. La formula ha registrato notevoli consensi: per la città di Milano, dove i dibattiti si sono sempre svolti, i Lunedì dell’economia sono diventati un appuntamento atteso, partecipato, catalizzatore di interessi. Per l’importanza dei temi trattati nei dibattiti e il livello dei contributi, ne è stata curata la pubblicazione monografica in due volumi. Dopo l’uscita del primo, i dibattiti raccolti in questo secondo volume sono quelli dei cinque Lunedì dedicati ai seguenti temi: L’impresa: regole e competitività; Guerra ed economia; Federalismo fiscale tra solidarietà e competizione; Perché Milano; Flessibilità del lavoro e rigidità del capitale. Oltre a Sergio Cofferati, hanno partecipato ai cinque dibattiti: Luigi Abete, Roberto Artoni, Patrizio Bianchi, Salvatore Bragantini, Bruno Cartosio, Vieri Ceriani, Don Virgilio Colmegna, Paolo Costa, Renzo Costi, Padre Paolo Foglizzo, Franco Gallo, Vittorio Gregotti, Gad Lerner, Giorgio Lunghini, Curzio Maltese, Marcello Messori, Gian Giacomo Migone, Antonio Panzeri, Alessandro Profumo, Giovanni Raboni, Umberto Romagnoli, Michele Salvati, Francesco Vella.
  • Bologna attraversa un fase delicata. La città vive un persistente declino che ne mette a rischio lo sviluppo, inquina la qualità della vita, ingrigisce quella coesione sociale che ha sempre costituito il tratto distintivo della sua esperienza. La Camera del Lavoro, con un percorso importante fatto di proposte, confronto, partecipazione, avanza la propria idea, ed è «un’altra idea» di città dei servizi, dell’innovazione, della partecipazione e della coesione sociale, radicalmente diversa da quella delineata dall’attuale amministrazione di centro-destra. In questo volume insieme agli interventi di Cesare Melloni, Riccardo Sarfatti, Giuseppe Campos Venuti, Roberto Grandi, Vasco Errani, Sergio Cofferati e di altri, il testo del documento programmatico della Camera del lavoro.
  • A trent' anni dalla morte, avvenuta l’11 settembre 1973, la figura e l’opera di Salvador Allende (1908-1973) sono ancora in gran parte sconosciute. Con questo libro Luciano Aguzzi ha scritto per la prima volta in Italia una biografia politica di Salvador Allende, non limitandosi ai tre anni del governo (1970-1973), ma scavando nella vita del personaggio e nella storia del suo paese per offrire un racconto completo di ciò che è avvenuto in Cile, e indagando il perché della tragedia che ha portato al colpo di Stato dell’11 settembre 1973. Si tratta di un profilo a tutto spessore di Allende, dalle eredità nazional-patriottiche, radicali e massoniche, alla formazione giovanile, alla militanza socialista e alla sua lunga carriera politica, fino all’elezione a presidente e alla tragica conclusione della sua esperienza. Ma è anche una storia del Cile dagli inizi del Novecento al 1973. Basato su l’ampia e aggiornata ricerca, che utilizza una bibliografia originale quasi del tutto sconosciuta in Italia, è un libro di carattere scientifico, pur essendo scritto senza inutili appesantimenti. Costituisce dunque una lettura facile e piacevole per chi ama conoscere la storia del Novecento.
  • Tuttocig

    10.00 
    Il manuale è stato predisposto per fornire ai delegati e ai quadri sindacali operanti nelle aziende e nelle categorie, agli avvocati, ai consulenti del lavoro, alle direzioni aziendali e a chiunque altro possa averne interesse o necessità, un utile strumento di consultazione sulle materie riguardanti l’intervento della Cassa integrazione guadagni, ordinaria e straordinaria e del Contratto di solidarietà. Esso contiene tutte le disposizioni di legge vigenti che interessano i vari aspetti dell’argomento trattato, emanate nel passato o più recentemente dal Parlamento o su delega dal Governo, nonché le disposizioni attuative delle medesime. Queste ultime sono costituite da innumerevoli decreti ministeriali e da disposizioni interpretative o di indirizzo, predisposti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali o da organismi interministeriali. Vengono inoltre riportate le disposizioni riguardanti le procedure relative alle domande per l’accesso alla CIG e al Contratto di solidarietà, predisposte rispettivamente dalla Divisione competente del medesimo Ministero o dall’INPS per gli interventi ordinari, che risultano ora semplificate anche in attuazione della riforma della pubblica amministrazione, varata nel corso della XIII legislatura. Il volume non si limita a fornire un insieme di informazioni di carattere tecnico, seppur indispensabili come elemento di conoscenza, quando all’interno di un’azienda o presso sedi istituzionali si apre il confronto negoziale tra le parti sociali, dal quale derivi la decisione di ricorrere all’intervento della Cassa integrazione o del Contratto di solidarietà. Viene infatti anche illustrata e documentata la necessità che questi strumenti di sostegno del reddito continuino a mantenere la funzione di salvaguardia e difesa dell’occupazione e di valorizzazione delle risorse umane e professionali presenti nel sistema di organizzazione del lavoro delle imprese.
  • «Dopo lunghe e cordiali discussioni» è la formula più volte utilizzata nel preambolo degli accordi sindacali alla Fiat alla fine degli anni sessanta, uno dei periodi più conflittuali della storia aziendale: l’evidente contraddittorietà sembra riassumere l’essenza stessa delle relazioni industriali nell’azienda torinese. Unica nel suo genere per le caratteristiche e la longevità, la Fiat presenta una singolare radicalità dei conflitti sociali e sindacali, un moto pendolare nei rapporti di forza che porta a violenti e rapidi ribaltamenti di tutti i princìpi su cui si basavano le precedenti relazioni tra le parti. Le contraddizioni e i problemi irrisolti del passato determinano molti degli elementi di mancato sviluppo delle relazioni industriali del presente: la comprensione di questi limiti e di questa «diversità» della Fiat è il primo passo per proporsi, in una fase di radicali cambiamenti degli assetti produttivi e proprietari, un nuovo approccio al problema dei rapporti tra sindacati e azienda.
  • I Lunedì dell’economia hanno caratterizzato il primo anno di attività pubblica della Fondazione Giuseppe Di Vittorio e del suo comitato scientifico «Scienze Sociali». Gli appuntamenti, a cadenza bisettimanale, hanno toccato temi rilevanti quali lo scenario macroeconomico, la competitività, il diritto del lavoro, il welfare. L’attualità degli argomenti trattati si è sempre misurata con uno spessore alto di approfondimento e sollecitazione di ricerca, realizzando così una fusione ricca tra l’approccio teorico e uno più immediatamente legato all’intervento contingente. La formula ha registrato notevoli consensi: per la città di Milano, dove i dibattiti si sono sempre svolti, i Lunedì dell’economia sono diventati un appuntamento atteso, partecipato, catalizzatore di interessi. I dibattiti sono stati pubblicati dalla rivista Quaderni Rassegna Sindacale - Lavori, edita da Ediesse, sul sito della Fondazione (www.fondazionedivittorio.it) e trasmessi in videoconferenza. Per l’importanza dei temi trattati e il livello dei contributi, la Fondazione ne ha deciso la pubblicazione monografica, di più agevole consultazione, che verrà realizzata in due volumi. I dibattiti raccolti in questo primo volume sono quelli dei cinque Lunedì dedicati ai seguenti temi: La Fiat e le banche; Lavoro, diritti, Europa; Fondi pensione e mercati finanziari; Welfare state: nuovo patto sociale o mercato?; La congiuntura economica: quali prospettive? Oltre a Sergio Cofferati, hanno partecipato ai cinque dibattiti: Cristiano Antonelli, Patrizio Bianchi, Paolo Bosi, Salvatore Bragantini, Aldo Carra, Guido Cammarano, Innocenzo Cipolletta, Alessandro Coppola, Carlo Dell’Aringa, Tommaso Di Tanno, Gianni Geroldi, Giorgio Ghezzi, Gad Lerner, Luigi Mariucci, Marcello Messori, Giacinto Militello, Gianni Nardozzi, Paolo Onofri, Daniele Pace, Laura Pennacchi, Roberto Pizzuti, Massimo Riva, Umberto Romagnoli, Riccardo Sarfatti, Paolo Sylos Labini, Ferdinando Targetti.
  • A due anni dalla legge quadro sul sistema socio-assistenziale e dalla riforma del Titolo V della Costituzione approvate dal Governo dell'Ulivo, e in concomitanza con l'uscita del Libro bianco sul welfare dell’attuale Governo di centro destra, rappresentanti delle forze politiche e sociali, del Terzo settore, del mondo universitario e della ricerca, decisori locali, esperti riflettono sulla tematica dell’equilibrio fra territorialità delle politiche e universalità dei livelli di inclusione. Sostenere i percorsi, le opzioni, le strategie programmatorie e di gestione espressi dai vari contesti locali è tanto necessario quanto supportare un principio di convergenza che crei condizioni di parità sociale e territoriale: questa la tesi del volume. Processi di decentramento non sufficientemente coordinati rischiano infatti di ampliare le disparità tra i diversi sistemi territoriali di tutele e opportunità che, se non equamente rivolti a tutti i cittadini, limitano in maniera particolare la qualità di vita di quelli meno dotati di risorse economiche, fisiche, relazionali e culturali. La finalità è pertanto quella di sostenere e di argomentare la centralità delle politiche sociali avviate nella seconda metà degli anni novanta, rafforzandone l’effettiva attuazione verso una strategia di sistema. Il volume si suddivide in quattro sezioni tematiche: «La riforma del Titolo V della Costituzione. I livelli essenziali delle prestazioni e le misure universalistiche di base»; «La legge 328/2000. Risorse e ruoli nel sistema misto degli attori»; «I sistemi informativi e la valutazione delle politiche sociali»; «I fabbisogni, la pianificazione sociale e lo sviluppo del territorio».
  • I Fondi per la formazione continua sono organismi gestiti congiuntamente dalle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, che dovranno organizzare, dirigere e finanziare piani di formazione per i lavoratori occupati nelle imprese italiane, utilizzando lo 0,30% del monte salari che da anni viene versato all’Inps per questo scopo. Le parti sociali in Italia e in tutta Europa hanno scommesso sulle risorse umane come possibile punto di sintesi tra gli interessi dell’impresa, che persegue una maggiore competitività, e quelli dei lavoratori e del sindacato, che intendono accrescere il sapere dei lavoratori per rafforzarne il potere contrattuale in fabbrica e fuori. I Fondi partono ora in Italia, in una delle fasi più difficili delle relazioni industriali e dei rapporti tra i sindacati. Questo libro vuole offrire un’informazione puntuale sulla genesi, la configurazione e il futuro utilizzo di tali strumenti, fornendo un indispensabile e agile vademecum per tutti coloro che nel sindacato, nelle associazioni d’impresa, nelle istituzioni, nel sistema formativo e in altri luoghi ancora se ne dovranno occupare.
  • La riflessione sul significato storico, politico e ideale dei centenari di alcune tra le più importanti strutture territoriali e di categoria della CGIL è al centro di quest’ultimo libro di Adolfo Pepe. Il testo, diviso in tre parti, ripercorre la storia ultracentenaria del movimento operaio e sindacale italiano, dalle prime forme di resistenza contro lo sfruttamento padronale fino ai giorni nostri. Nella prima parte, dove si ricostruiscono le origini del movimento sindacale (1880-1900), sono analizzate le tappe principali che portano dalla nascita della «questione sociale» all’esplosione di una vera e propria «questione sindacale», man mano che la protesta operaia e bracciantile viene incanalata all’interno delle nascenti strutture di rappresentanza e di tutela. La seconda parte raccoglie gli interventi dell’autore in occasione delle celebrazioni dei principali centenari delle strutture CGIL. La riflessione tocca sia le Camere del Lavoro (sono analizzati i casi di Genova, Reggio Emilia, Ancona e della Puglia), che hanno contribuito a costruire e sviluppare in modo determinante i diversi territori, sia le principali Federazioni di categoria, dalla «mitica» Federterra (oggi FLAI) ai «modelli» metalmeccanico, chimico e tessile del sindacalismo industriale, passando per il «caso» dei minatori. Chiude questa sezione un capitolo dedicato ad alcune vicende importanti dell’Italia repubblicana: dal difficile impianto della democrazia in Italia alla crisi del luglio 1960, fino ad arrivare alla crisi del sistema politico sul finire degli anni Settanta, il testo ripercorre alcuni passaggi salienti del cinquantennio repubblicano, segnato da momenti di sviluppo accelerato, ma anche da profonde contraddizioni. La terza e ultima parte raccoglie alcune riflessioni sulle prospettive del movimento sindacale attraverso l’analisi di tre temi: i valori e la cultura della CGIL, il ruolo della memoria e della ricerca storica, l’attualità del sindacato, stretto tra una globalizzazione spesso iniqua e le insufficienze della politica.
  • Forse la pace non si può «insegnare», ma certo una nuova cultura che faccia delle persone e del loro benessere la ricchezza dei popoli è una condizione fondamentale per realizzare una pace che non sia solo «assenza» di guerra. Una pace sentita come dimensione etica e testimoniata da milioni di giovani e di persone di ogni condizione: come tale la avverte la Cgil, che della cultura e della pratica dei diritti ha fatto il cuore della sua azione riformatrice e rivendicativa. In collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, la Cgil ha promosso il libro e il video in cui il pedagogista Alberto Alberti, lo scienziato Marcello Cini, il regista Carlo Lizzani, la scrittrice Lidia Ravera, il filosofo Fulvio Tessitore, il compositore e musicologo di chiara fama Azio Corghi esprimono la ricchezza, la forza, la vitalità di forme del pensiero, dell’arte e della cultura del nostro paese, che non si piegano agli eventi. Dario Missaglia e Guglielmo Epifani illustrano poi come per il sindacato sia essenziale assumere l’etica della responsabilità per misurarsi sulle grandi questioni sociali, politiche, culturali che l’idea di pace esige vengano affrontate. Contributi di: Alberti, Cini, Corghi, Epifani, Lizzani, Missaglia, Ravera, Tessitore.
  • Il bilancio partecipativo è la nuova frontiera del rinnovamento della democrazia locale. Noto soprattutto per i risultati positivi ottenuti nella grande città brasiliana di Porto Alegre, si sta diffondendo con rapidità in tutto il mondo suscitando dovunque l’entusiasmo di tutti coloro che vogliono riportare le comunità al centro delle decisioni politiche e amministrative. In Italia sono ormai numerosi i Comuni che hanno adottato il bilancio partecipativo e un’associazione, Nuovo Municipio, è stata costituita per mettere a confronto e coordinare le diverse esperienze. Molti prevedono che sarà questo il laboratorio da cui nasceranno le vere novità politiche dei prossimi anni. L’Autore, tra i primi a puntare su questo nuovo istituto di democrazia, chiarisce nel libro che cos’è il bilancio partecipativo, ne ricorda le radici internazionali ma anche italiane, spiega come si realizza e come si incardina dentro la normale attività del Comune e nel quadro delle leggi vigenti, illustra i casi più importanti. Ma, soprattutto, avverte che sceglierlo ha un senso se è tutta la città che partecipa, determinando un’integrazione virtuosa tra strumenti di democrazia rappresentativa e nuove forme della partecipazione. Alla stesura del libro hanno collaborato Matteo Bassoli, Francesco Coviello, Monica Mansi, Silvia Pergami, Michelangelo Secchi, del gruppo di Progettazione alla partecipazione «La città che partecipa».
  • Oggi tutti gli indicatori registrano lo stato di crisi del nostro sistema produttivo, che è confermato dall’esplicito riconoscimento del declino dell’industria e del sistema paese da parte di chi lo ha provocato, di chi non è intervenuto, di chi non ha controllato, di chi non ha saputo o voluto innovarsi per competere su mercati sempre più internazionali e non è stato in grado di far fronte alle sfide della globalizzazione. Si sono sprecate analisi. Alcune di comodo, altre finalizzate al sostegno di interessi immediati e di parte, altre che parlano di decadenza anziché di declino, altre come alibi di una classe politica e imprenditoriale conservatrice nelle idee e con poca volontà di rischiare. Con il Convegno «Una politica industriale contro il declino» la Cgil ha messo in evidenza la difficile situazione economica, produttiva e di competitività che stanno attraversando i settori dell’industria, approfondendo alcuni aspetti di analisi, di proposta, di percorso e di progetto per continuare l’iniziativa sindacale per lo sviluppo industriale del paese. Contributi di: Antonelli, Bianchi, Cantone, Chiriaco, Epifani, Fedeli, Guzzonato, Martini, Messori, Onofri, Rinaldini.
  • Il volume ripercorre le tappe fondamentali dell'itinerario normativo che ha consentito nell'ultimo decennio di porre le basi, in Italia, del sistema di formazione continua. Nella prima parte si rivisitano le tappe fondamentali della politica europea in materia. Dopo aver analizzato il ruolo e le caratteristiche dei Fondi strutturali, si espongono i risultati prodotti dagli investimenti compiuti attraverso le risorse dell’Obiettivo 4 della programmazione 1994-99 del Fondo sociale europeo. Si evidenzia come molti obiettivi fondamentali non siano stati conseguiti, in particolar modo le indicazioni che miravano a privilegiare prevalentemente i lavoratori con limitate competenze e le imprese in crisi. La parte finale si occupa della nuova programmazione 2000-2006 dei Fondi strutturali e in particolare analizza i contenuti del Quadro comunitario di sostegno - Obiettivo 3, che riguarda gli investimenti del Fondo sociale europeo sulle risorse umane. Un capitolo, inoltre, è dedicato alla normativa nazionale in materia di formazione continua: dai riferimenti della legge quadro in materia di formazione professionale alla normativa prodotta nel corso degli anni novanta, fino alla più recente tra cui quella che si propone il rafforzamento del sistema attraverso la costituzione dei Fondi interprofessionali per la formazione continua gestiti dalle parti sociali.
  • Due proposte e due visioni alternative della civiltà del lavoro si configurano: le proposte governative che riducono e destrutturano il sistema di tutele, affidandosi alle cosiddette opportunità del mercato, ma in realtà lasciando al lavoratore la sola prospettiva di un’occupazione precaria e solo per questo definita più agevole; e la visuale alternativa della Cgil che costruisce la gestione del mercato del lavoro a partire dall’affermazione e dall’universalità dei diritti fondamentali individuali e collettivi: estensione dei diritti ai lavoratori coordinati e ai dipendenti delle imprese con meno di quindici addetti, tutele processuali, garanzie dell’occupazione e tutela dei redditi. I saggi proposti nel volume confrontano queste due visioni, ne esaminano le rispettive caratteristiche e illustrano le loro opposte ricadute rispetto alle esigenze di rinnovamento e di garanzia, anche in un’ottica europea, riguardanti i diritti sostanziali e processuali nei rapporti di lavoro, le crisi aziendali e l’occupazione. Il volume si completa con la pubblicazione degli articolati delle quattro proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Cgil per: l’unificazione dei diritti nelle prestazioni di lavoro continuative; l’estensione della tutela contro i licenziamenti ingiustificati; la tempestiva definizione delle controversie attinenti licenziamenti e trasferimenti; la salvaguardia dell’occupazione, la qualità del lavoro e la garanzia dei redditi. Contributi di: Alleva, Andreoni, Cannella, Casadio, Coccia, Curzio, Foglia, Ghezzi, Mariucci, Naccari, Pivetti, Treu.
  • Il Maghreb è la parte a noi più vicina del mondo arabo, a cui ci legano una storia antica e i più recenti fenomeni delle migrazioni. Una realtà densa e complessa, in cui le donne non possono essere considerate semplicemente un gruppo svantaggiato o marginale, poiché si sono rivelate soggetti fondamentali per lo sviluppo economico e politico dei propri paesi e per l’allargamento della democrazia. Il volume, curato da Maria Grazia Ruggerini, esperta dei temi della differenza di genere, osserva questo universo femminile da una prospettiva laica, legata alla vita quotidiana delle donne nel loro difficile percorso per affermare i propri diritti. Ne emerge l’esigenza di incidere su mentalità maschili e femminili che impediscono in questi paesi l’affermazione di tragitti paritari per uomini e donne. Dall’incontro con le associazioni democratiche delle donne e i sindacati che fanno pratica politica quotidiana sui temi della cittadinanza risulta chiaro che spesso, più che creare, è sufficiente dare visibilità e valorizzare ciò che esiste in maniera silente: ciò che le donne algerine, marocchine o tunisine già fanno.
  • Nel corso del XX secolo i conflitti, inizialmente localizzati in Europa, si sono andati poi concentrando soprattutto nel Terzo Mondo. Alla loro diffusione ha contribuito un commercio delle armi senza regole né confini; alla loro pericolosità la tecnologia; mentre la popolazione civile è sempre più diventata il vero obiettivo dei belligeranti. E sono proprio queste le caratteristiche che l’autore prende in esame, seguendo l’andamento di alcuni parametri molto concreti: le spese per la difesa militare delle grandi potenze, degli USA, della NATO, del Patto di Varsavia, il traffico di armamenti, le forniture di armi ad alcuni paesi chiave tra cui l’Iraq; le vittime militari e quelle civili, dai grandi conflitti mondiali alle attuali «guerre lampo» combattute con «armi intelligenti»; il numero e i flussi dei rifugiati nelle diverse aree del pianeta interessate da azioni di guerra. Lo studio, forte di un importante corredo statistico, ricostruisce così il tributo di sangue pagato dall’umanità sullo scacchiere internazionale, partendo dagli albori del XX secolo per arrivare all’Iraq. Un percorso lungo il quale si compie il passaggio dall’equilibrio del terrore alla guerra del terrore condotta anche dagli eserciti regolari, e in cui il nuovo ordine internazionale, auspicato dopo i due conflitti mondiali e la fine del bipolarismo, pare oggi destinato ad assumere il volto primitivo e terribile della legge del più forte.
  • Si chiama LaSLo e vuol dire Laboratorio per lo sviluppo locale sostenibile. Nasce dall’iniziativa di un gruppo di docenti dell’Università «Roma Tre» che, in nome di una nuova strategia dello sviluppo territoriale, dà vita, insieme con i giovani formatisi nei loro corsi, a un articolato progetto di collaborazione con gli «attori» del quartiere in cui l’università è insediata. L’obiettivo è favorire la nascita e lo sviluppo di reti locali, ovvero di strutture formali e informali che abbiano come protagonisti i soggetti interessati a migliorare la sostenibilità ambientale, sociale, culturale ed economica dei luoghi in cui vivono e/o lavorano. Il volume raccoglie gli atti del workshop in cui il Laboratorio ha tracciato il bilancio delle diverse iniziative intraprese e delle ricerche svolte nel primo anno di attività, per valutare i risultati conseguiti e confrontarsi con gli attori locali sulle opportunità e le azioni da implementare nel futuro. Gli interventi, le ricerche, gli appunti per segnare i percorsi di ulteriori indagini, qui pubblicati, confermano che per creare sviluppo locale sostenibile è necessario esplorare strategie innovative, dove la partecipazione sia concretamente praticata e non solo enunciata.
  • Del mobbing non esiste una definizione universalmente riconosciuta. Le sue stesse cause sono ancora da chiarire e persino il numero delle vittime, indicato di solito per l’Italia nella cifra di un milione, è in realtà incerto. Nel libro vengono illustrati tutti gli elementi che compongono la violenza psicologica e descritte le fasi della persecuzione, le sue diverse modalità di attuazione, i sentimenti che affiorano nella vittima, i danni fisici e psichici che subisce e che segnano, spesso, la sua vita in modo permanente. Si tratta di un fenomeno complesso, con radici profonde nell’organizzazione sociale e del lavoro, ma che si può prevenire. Oltre alle norme di contrasto, già promulgate in diversi paesi europei e allo studio anche in Italia, è dunque necessario mettere in campo politiche di prevenzione, e nel libro se ne suggeriscono alcune. Una parte della trattazione è poi dedicata all’esperienza degli Sportelli sindacali antimobbing. Esperienza preziosa che permette di capire chi sono le vittime, in quali ambiti di lavoro è più facile che accadano vessazioni e perché, quali sono i danni che gradualmente subiscono le vittime. Il volume è infine corredato di un’appendice con leggi, codici, proposte di legge e siti fisici e virtuali a cui rivolgersi se si avesse il sospetto di essere vittima di una molestia morale.
  • Il ruolo di dirigente sindacale e politico di Sergio Garavini ha un po’ oscurato la sua attività di consigliere comunale di Torino dal 1956 al 1969, dagli anni duri delle discriminazioni e dei licenziamenti per rappresaglia politica e sindacale all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Per gran parte della sinistra, quella situazione di democrazia negata nei luoghi di lavoro basta a spiegare la sconfitta della Fiom alle elezioni di Commissione interna del 1955 alla Fiat e l’indebolimento elettorale del Pci nel 1956. Da Torino, città laboratorio, Sergio Garavini è invece tra i pochi che ne individuano la causa nell’insufficiente percezione e analisi delle trasformazioni economiche intervenute dall’inizio degli anni cinquanta. Il suo contributo di studio e di elaborazione è determinante per la ripresa dell’iniziativa della Cgil e del Pci e costituisce anche l’ossatura del suo impegno di consigliere comunale contro il laissez-faire che allora subordinava gli atti dell’Amministrazione civica alle scelte dei poteri economici e le assecondava. I suoi 310 interventi in Sala Rossa raccolti in questo volume tracciano l’itinerario che porta alla riscossa del 1968 in fabbrica e alla riconquista del Comune da parte della sinistra nel 1975.
  • Nel volume vengono analizzati gli elementi fondamentali del rapporto di lavoro: le categorie, qualifiche e mansioni del lavoratore; il luogo della prestazione; il potere direttivo, di vigilanza e di controllo del datore di lavoro; l’obbligo di diligenza, obbedienza e fedeltà del lavoratore. Particolare attenzione è stata posta all’esercizio dello ius variandi da parte dell’imprenditore, soffermandosi sulle modificazioni del rapporto di lavoro che possono far sorgere il diritto del lavoratore all’inquadramento superiore o, in caso di demansionamento, il diritto a svolgere mansioni consone al proprio livello di appartenenza con la conseguente possibilità per il dipendente di richiedere il risarcimento dei danni per violazione dell’articolo 2103 del codice civile. Sono esposte inoltre tutte le ipotesi, previste sia dall’ordinamento giuridico sia dai contratti collettivi, di sospensione del rapporto di lavoro (malattia, infortunio, congedi, permessi, aspettative ecc.), approfondendo particolarmente il tema dei congedi parentali alla luce della normativa recentemente introdotta con il d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità). Sempre in tema di novità legislative viene esaminata la normativa che tutela i diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda, evidenziando la diversa nozione di azienda introdotta dal d.lgs. 2 febbraio 2001, n. 18, e sottolineando gli aspetti lesivi dei diritti dei lavoratori presenti nelle norme oggetto della recente delega al Governo.
  • Il prolungamento della vita lavorativa rappresenta un tema di riforma affrontato ormai da anni dall’Unione europea e in vario modo dai diversi Paesi che ne fanno parte. L’Italia, a questo riguardo, durante gli anni di governo del centro-sinistra ha avviato significative modifiche nell’ambito dei sistemi previdenziali e fiscali incrementando la convenienza dei lavoratori a prolungare il lavoro e riducendo l’onerosità del cosiddetto cumulo. Ciò che oggi differenzia l’Italia dal resto d’Europa rispetto alla questione del prolungamento della vita lavorativa è rappresentato da un’età di uscita dal mercato del lavoro inferiore alla media dei paesi europei e dalla debolezza delle politiche attive, in particolare di quelle formative. In questo contesto si inquadra l’indagine dell’Ires che, per la prima volta in Italia, getta luce sul rapporto lavoro/pensionamento così come viene vissuto dai lavoratori e dai pensionati. Sono state infatti raccolte ed analizzate le motivazioni dei lavoratori over 45 tanto nelle scelte di abbandono precoce dell’occupazione, quanto in quelle di eventuale prolungamento della vita lavorativa fino ed oltre la soglia dell’età pensionabile. I gruppi esaminati sono i lavoratori - lavoratori (persone ancora distanti dalla pensione), i lavoratori -quasi pensionati (persone in procinto di lasciare il lavoro per il pensionamento) e i pensionati - lavoratori (persone che hanno ripreso il lavoro in forma autonoma).