• CM 3-2021

    12.00 

    Editoriale

    • Aldo Tortorella, La missione della scienza e quella della politica

    Osservatorio

    • Bernardino Fantini, Covid-19: la rivoluzione dei vaccini e il diritto globale alla salute
    • Piero Di Siena, Draghi: scelta per l’emergenza o svolta dirigista per il Paese?
    • Romeo Orlandi, Tra Cina e Stati Uniti negotiation forever
    • Luiz A. M. Macedo, Capitale senza freni: il Brasile dopo il golpe del 2015-2016
    • Francesca Re David, Fare sindacato quando la politica dimentica il lavoro
    • Francesco Garibaldo, I valori (antichi) di una sinistra moderna

    Un articolo sconosciuto di Gramsci sul fascismo del 1922

    • Guido Liguori, Natalia Terekhova, Gramsci, il Pcd’I e la “Marcia su Roma”. Su uno scritto sconosciuto del ’22
    • L’articolo di Gramsci sulla «Pravda» del 7 novembre 1922

    Laboratorio culturale

    • Aldo Garzia, Che Guevara, discussione e ricerca da riaprire
    • Mattia Gambilonghi, Contraddizioni del capitalismo maturo e ingovernabilità in Claus Offe

    Mezzo secolo con «il manifesto»

    • Alberto Olivetti, Il tempo dei rabdomanti
    • Vincenzo Vita, Quando il comunismo non è un’opinione

    Schede critiche

    • Massimiliano Biscuso, Gramsci, un autore da «decifrare»
  • CM 4-2021

    12.00 

    Editoriale

    • Aldo Tortorella, Chi ha perso e chi ha vinto in Afghanistan

    Osservatorio

    • Vincenzo Vita, E le stelle non stanno a guardare
    • Pierre Dardot, La Convenzione rifonda il Cile
    • Massimo Cavallini, Il “patto col diavolo” di Haiti

    Laboratorio culturale

    • Marcos Del Roio, L’arresto di Gramsci: le questioni ancora aperte
    • Francesco Aqueci, Colletti, il marxismo e Hegel 
    • Giovambattista Vaccaro, Alle origini del dibattito sull’automazione: Friedrich Pollock 
    • Andrea Fedeli, Sindacato e partecipazione: le lotte operaie del 1968-1969 come paradigma della democrazia 
    • Igor Piotto, L’«immaginazione realistica». Uno studio sul metodo di Lenin 

    Schede critiche

    • Maurizio Auriemma, La Costituzione come progetto di cambiamento 
    • Pasquale Voza, Nella «società di mercato» 
    • Fabio Vander, Populismo e crisi della politica 
    • Antonino Infranca, Marxismo e comunismo in Tosel 
    • Giuseppe Cospito, Marx nel XXI secolo 
  • Fin dalla sua nascita, il sindacato ha avuto tra i propri obiettivi il controllo degli orari di lavoro per migliorare le condizioni di lavoratrici e lavoratori. Dalla seconda metà dell’Ottocento in poi nel mondo industrializzato e sviluppato la spinta alla riduzione dell’orario di lavoro è stata elemento permanente nelle strategie sindacali. Se nel XIX secolo erano normali orari di lavoro anche di 12 ore giornaliere, con l’avvento della meccanizzazione è iniziato un graduale ma costante processo di riduzione dell’orario, che nel secolo successivo ha portato – per via contrattuale o legislativa – alle 8 ore giornaliere e alle 40 ore settimanali come orario di riferimento generale. Dall’inizio degli anni '80, ossia da quando il pensiero neoliberista orienta le politiche economiche a livello globale, la tendenza a ridurre l’orario di lavoro si è bloccata, come pure la spinta dei governi a tenere la piena occupazione al centro dei propri obiettivi. Il libro di Fausto Durante mette in relazione il tema dell’orario di lavoro con la crisi provocata dal Covid-19, le sfide poste dal cambiamento climatico e da digitalizzazione e nuove tecnologie industriali, la necessità di costruire una società e un’economia diverse dal passato. L’insieme di questi elementi spinge in direzione di un nuovo impegno per la riduzione dell'orario di lavoro, con vantaggi per la produttività, l'economia, l'equilibrio tra vita e lavoro. Lo dimostrano le tante esperienze che nel mondo si stanno realizzando su spinta di governi e sindacati, così come gli accordi in tante imprese, di cui questo testo dà conto. La domanda a cui rispondere oggi è: può essere il XXI secolo il tempo dei quattro giorni e delle trentadue ore di lavoro a settimana?
  • CM 5/6-2021

    12.00 

    Editoriale

    • Aldo Tortorella, A proposito di libertà

    Osservatorio

    • Massimo Cavallini, Il “tanfo” che soffoca la democrazia americana
    • Romeo Orlandi, Pechino, vedi alla voce “partito comunista”  
    • Franco Aqueci, I talebani e la teocrazia del mondo avvenire 
    • Giorgio Mele, Pandemie e svolte storiche. La “spagnola” alla vigilia del fascismo
    • Arianna Tassinari, Demetrio Panarello, Giorgio Tassinari, Ignazio Drudi, Fabrizio Alboni, Francesco Bignardi, Il peso del potere economico nelle scelte sulla pandemia 

    Capitalismo e crisi ambientale

    • Ugo Mazza, Crisi climatica e sociale, transizione capitalistica: spunti per una riflessione
    • Paolo Cacciari, L’imbroglio del capitalismo green
    • Norbert Lantschner, Lo scenario energetico futuro. Geopolitica e materie prime
    • Gianni Silvestrini, Obiettivi climatici più ambiziosi e trasformazione ecologica dell’economia
    • Laura Cima, L’ecofemminismo, rivoluzione necessaria e non violenta
    • Mario Agostinelli, Laudato Si’: conversione ecologica e sociale, partecipazione e rappresentanza
    • Piero Bevilacqua, Una rivoluzione passiva votata al fallimento
    • Daniela Padoan, Per una alleanza tra umanità e vivente. Il concetto di limite secondo Francesco
    • Sergio Fedele, Fermare la crisi climatica dal basso: la proposta del “reddito ambientale”  

    Discussione

    • Roberto Finelli, Qualche nota su pandemia e fine della modernità

    Laboratorio culturale

    • Massimo Baldacci, Egemonia e pedagogia nei «Quaderni del carcere»
    • Antonio Di Meo, Note sulla «rivoluzione passiva». Paine, Cuoco, Croce, Gramsci (e molti altri)
    • Lelio La Porta, L’opera letteraria di Marx
    • Aldo Garzia, Lucio Magri, il comunismo come orizzonte e la sinistra del futuro

    Schede critiche

    • Giorgio Mele, La crisi e il “che fare?” della sinistra
    • Manfredi Alberti, Critica del liberismo in Italia
    • Matteo Gargani, Scritti di Lukács sulla dialettica e l’irrazionalismo
    • Pietro Garofalo, Capitalismo e democrazia
  • CM 1-2022

    12.00 

    Editoriale

    • Aldo Tortorella, L’origine della guerra e la lezione di Berlinguer

    Osservatorio

    • Paolo Soldini, Il conflitto in Ucraina e il patto non scritto tra Gorbaciov e Baker
    • Piero Di Siena, Il bis di Mattarella nella dirompente crisi organica italiana
    • Claudio Treves, Un primato italiano: bassi salari e bassa produttività
    • Davide Bubbico, Stellantis Italia: i rischi di residualità industriale e occupazionale

    Laboratorio culturale

    • Attilio Trezzini, L’archivio Garegnani: le tracce di un grande intellettuale
    • Alessandro Barile, Rossanda e la politica culturale del Pci negli anni Sessanta
    • Fabrizio Marino, Democrazia diretta e rappresentanza
    • Giorgio Pagano, Gramsci oltre Gramsci: il dibattito della sinistra nella seconda metà del Novecento
    • Maurizio Auriemma, Marx e la teoria politica

    Schede critiche

    • Fabio Vander, Il nome della sinistra
    • Francesco Marola, Letteratura e democrazia in Lukács
    • Vincenzo Galatioto, Per leggere Il capitale
  • CM 2/3-2022

    12.00 

    I cento anni di Berlinguer

    • Aldo Tortorella, Idee per il mondo nuovo
    • Francesco Barbagallo, Democrazia socialista e sviluppo equilibrato
    • Gianni Cuperlo, Segretario del partito, non partito del segretario
    • Marco Fumagalli, Un politico amato dai giovani e che cercò di comprenderli
    • Sergio Gentili, La difficile conquista di una coscienza ambientalista
    • Gianfranco Nappi, Un nuovo scenario per un mondo pacifico e giusto
    • Lalla Trupia, Dalla “questione” alla “rivoluzione” femminile
    • Livia Turco, Lo scambio con Bettazzi e la questione cattolica
    • Vincenzo Vita, 1984: George Orwell e l’anno orribile
    • Chiara Valentini, Klaus Pumberger, La vita di Berlinguer tradotta in tedesco

    Osservatorio - La guerra e la pace

    • Alberto Negri, La deriva continentale aperta dalla guerra
    • Pasqualina Napoletano, Stati Uniti d’Europa: il momento è adesso
    • Michele Mezza, Le tecnologie in battaglia possono cambiare la politica?
    • Elisa Marincola, L’informazione embedded
    • Alberto Leiss, «Le guerre giuste non esistono». La nonviolenza di Francesco

    Laboratorio culturale

    • Massimo Pivetti, Sulla teoria moderna del sovrappiù come economia politica neomarxiana
    • Marco Gatto, Lukács e Gramsci: un confronto sui temi letterari ed estetici
    • Lelio La Porta, Gramsci, Lukács e la critica a Bucharin

    Ripensando il passato

    • Corrado Morgia, «Ho fatto quello che si doveva fare». Intervista a Marisa Cinciari Rodano
  • CM N. 4-2022

    12.00 

    Giuseppe Chiarante, dieci anni dopo

    • Aldo Tortorella, La lezione delle battaglie perdute
    • Adriano La Regina, Beni culturali: l’occasione mancata di una legge all’avanguardia
    • Giorgio Macciotta, La scuola e la cultura come leve essenziali del rinnovamento italiano

    Osservatorio

    • Piero Di Siena, La fine del governo Draghi: si aggrava ulteriormente il disordine della crisi italiana
    • Paolo Soldini, Le conseguenze economiche della guerra: per ora ci rimette l’Europa

    Laboratorio culturale

    • Guido Liguori, La teoria gramsciana dei Consigli di fabbrica (1919-1920)
    • Livio Boni, Gramsci e Freud tra i Quaderni e le Lettere: i due versanti di una ricezione indiretta
    • Giulio Di Donato, La crisi dei corpi intermedi nell’epoca della tecnopolitica
    • Andrea Fedeli, Il Piano del lavoro della Cgil del 1949 e la costruzione della democrazia italiana

    Schede critiche

    • Manfredi Alberti, Storia globale del capitalismo dal 1860 al 1914
    • Giuseppe Cotturri, La proprietà come invenzione
    • Claudio De Fiores, Oltre gli Stati, per una Costituzione della Terra
    • Alberto Leiss, Quanto è vicina la Cina?
    • Mihaela Ciobanu, La guerra tra filosofia e politica
    • Giuseppe Quattromini, Rivoluzione passiva e «crisi organica globale»
    • Lelio La Porta, Gramsci cronista musicale
    • Alberto Simonetti, Dante presenza critica tra filosofia, politica e letteratura
    • Lelio La Porta, Gli intellettuali e la politica
  • CM N. 5-2022

    12.00 

    Editoriale

    • Aldo Tortorella, Ridare senso alle parole tradite

    Osservatorio

    • Piero Di Siena, Partiti in cerca d’identità, elettori in fuga
    • Franco Astengo, Un voto volatile e differenziato tra Nord e Sud
    • Alberto Leiss, La politica del desiderio che i maschi non sanno vedere
    • Leopoldo Nascia, Le vie del gas sono (in)finite
    • Sauro Mezzetti, India: dalla terza via al protagonismo nel mondo multipolare

    Discussione

    • Demetrio Panarello e Giorgio Tassinari, «A Stairway to Heaven». L’Anvur e i Dipartimenti di eccellenza

    Laboratorio culturale

    • Stefano Gensini, Linguaggio e democrazia in Tullio De Mauro
    • Giovambattista Vaccaro, Morale e storia in André Gorz
    • Mihaela Ciobanu, Joseph A. Buttigieg traduttore e interprete di Gramsci
    • Guglielmo Forges Davanzati, Paul Sweezy, studioso di Marx e del capitalismo contemporaneo

    Schede critiche

    • Guido Liguori, Althusser contro Gramsci
    • Anxo Garrido Fernández, La questione meridionale: un convegno a Siviglia
    • Gioia De Laurenziis, Gramsci e la cultura europea
    • Gianni Fresu, Letture di Marx
  • CM N. 6-2022

    12.00 

    Editoriale

    • Aldo Tortorella, Restaurazione dall’alto

    Osservatorio

    • Pasqualina Napoletano, Alla ricerca dell’Europa perduta
    • Vincenzo Vita, La guerra è stupida ma l’intelligenza è artificiale
    • Alberto Leiss, Malinconia sociale e impotenza politica

    Laboratorio culturale

    Gramsci, il fascismo, la «rivoluzione passiva»

    • Premessa a due scritti del 1972 su Gramsci e il fascismo
    • Valentino Gerratana, Il popolo delle scimmie tra reazione e rivoluzione passiva
    • Franco De Felice, Una chiave di lettura in «Americanismo e fordismo»
    • Guido Liguori, La tardiva fortuna del concetto di «rivoluzione passiva» (1972-1980)
    • Giulio Di Donato, Pier Paolo Pasolini e il Pci tra contraddizione e identificazione
    • Andrea Fedeli, Le rappresentanze sindacali: il soggetto nella dialettica oggettiva fra capitale e lavoro salariato

    Schede critiche

    • Fiammetta Balestracci, Un convegno sulle donne comuniste
    • Mihaela Ciobanu, Leonetti tra Gramsci e la dissidenza comunista
    • Guido Liguori, Mussolini e la costruzione dello Stato nuovo
    • Sabato Danzilli, Lukács e Mészáros maestri di pensiero critico
  • CM N. 1/2-2023

    12.00 

    Editoriale

    Aldo Tortorella, Un antifascismo popolare e sociale

    Osservatorio

    Fare sindacato oggi. La Cgil dopo il congresso

    • Landini: cambiamo il sindacato per ridare dignità al lavoro e più libertà alla vita di tutti, intervista di Aldo Tortorella.
    • Claudio Treves, Per una politica del lavoro all’altezza dei tempi
    • Il patto tra Cgil e associazioni per un nuovo modello sociale, a cura di Mattia Gambilonghi.

    In Italia e nel mondo

    • Vincenzo Vita, La notte della Repubblica non impedisce di sognare
    • Raffaele K. Salinari, Le Ong e la difesa dei diritti umani
    • Massimo Cavallini, Usa “2024”
    • Massimo Modonesi, Dietro la superficie. Uno sguardo critico sui progressismi latinoamericani
    • Paolo Cacciari, La visione di Greta
    • Alberto Leiss, La causa vera della guerra? Lo scontro tra i capitalismi

    Discussione: il valore del sapere

    Roberto Finelli, Manifesto utopico. Per una scuola-università del conoscere/riconoscere Alberto Baccini, L’università italiana dopo un quindicennio di riforme

    Laboratorio culturale

    Gramsci, il fascismo, la «rivoluzione passiva»

    • L’impegno di Paolo Ciofi
    • Claudio Natoli, Massimo Aloisi nell’antifascismo e nella Resistenza romana
    • Alfonso Pascale, Il lascito politico e culturale di Rocco Scotellaro
    • Mihaela Ciobanu, Comunisti italiani e romeni: due «vie nazionali» fra convergenze e irriducibili differenze (1956-1984)
    • Stefano Petrucciani, Marx alla prova del presente
    • Lorenzo Cognetti, La sfida dell’unità: il popolo come soggetto politico

    Schede critiche

    • Alexander Höbel, Gramsci, il Congresso di Livorno e la nascita del Pcd’I
  • Emilio Gabaglio è nato a Como nel 1937. Laureato in Economia alla Cattolica di Milano, ha iniziato a collaborare con le ACLI della sua città fin dai tempi dell’università. Nel 1969, succeduto a Livio Labor come presidente nazionale, negli anni della fine del collateralismo con la Democrazia Cristia- nvegno di studi di Vallombrosa dell’agosto 1970 ha avanzato la proposta di una «ipotesi socialista» come possibile campo d’impegno dei lavoratori cristiani, fatti salvi i valori che garantiscono lo sviluppo integrale dell’uomo, entrando però in conflitto con la gerarchia ecclesiastica fino ad incorrere nella «deplorazione» di Paolo VI. Passato alla CISL, è stato responsabile del dipartimento internazionale, e poi segretario confederale. Dal 1991 al 2003 è stato segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati, lavorando al raggiungimento dell’unità del sindacalismo europeo e alla crescita del suo ruolo negli anni in cui il dialogo sociale ha prodotto, con la presidenza della Commissione di Jacques Delors, i risultati più alti e concreti. Una lunga esperienza di elaborazione, di pazienti progressi, anche di rotture; cinquant’anni di solidarietà con le organizzazioni sindacali, dalla Spagna franchista all’America Latina delle dittature militari, dall’ex Jugoslavia alla Polonia di Solidarnosc, che in questa intervista vengono ripercorsi. Emilio Gabaglio, presidente nazionale delle ACLI, segretario confederale della CISL, segretario generale della CES. Con Ediesse ha pubblicato il volume La sfida dell’Europa sociale. Trent’anni della Confedera- zione europea dei sindacati.
  • La figura della donna privata della protezione del proprio Stato, in cerca di asilo in un altro paese, non è una novità del nostro tempo. Molte donne nel corso della storia hanno fatto esperienza dell’esilio, e grandi pensatrici del Novecento come Hannah Arendt, Simone Weil, María Zambrano, Ágnes Heller hanno scritto opere di speciale originalità e profondità sulla condizione degli sradicati e dei senza Stato. Caratteristica del presente è la dimensione massiva delle migrazioni forzate femminili, a cui il diritto dei rifugiati, a settant’anni dall’approvazione della Convenzione di Ginevra, ancora stenta a offrire risposte adeguate. La figura della rifugiata mette in crisi concetti consolidati, come quelli di Stato, nazione, cittadinanza, e rappresenta in sé una critica alle norme che sovraintendono all’accoglienza e protezione di chi chiede asilo. Il libro indaga quindi la condizione delle «donne senza Stato» attraverso gli strumenti della teoria politica e del diritto internazionale, discipline che fino ad oggi troppo poco si sono interrogate sulla profondità della sfida che questa prospettiva comporta per le categorie giuridiche e politiche tradizionali. Per restituire vitalità all’istituto della protezione internazionale, in una congiuntura connotata dal rafforzarsi di tendenze repressive e autoritarie, che avanzano norme discriminatorie nei confronti delle donne e mettono al bando la prospettiva di genere nella ricerca così come nella politica, appare imprescindibile ricentrare il discorso pubblico sull’asilo partendo dall’esperienza femminile e dalla consapevolezza che ne deriva: non esiste un paese «sicuro» per le donne.