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Dopo lunghe e cordiali discussioni
20.00
€
«Dopo lunghe e cordiali discussioni» è la formula più volte utilizzata nel preambolo degli accordi sindacali alla Fiat alla fine degli anni sessanta, uno dei periodi più conflittuali della storia aziendale: l’evidente contraddittorietà sembra riassumere l’essenza stessa delle relazioni industriali nell’azienda torinese. Unica nel suo genere per le caratteristiche e la longevità, la Fiat presenta una singolare radicalità dei conflitti sociali e sindacali, un moto pendolare nei rapporti di forza che porta a violenti e rapidi ribaltamenti di tutti i princìpi su cui si basavano le precedenti relazioni tra le parti. Le contraddizioni e i problemi irrisolti del passato determinano molti degli elementi di mancato sviluppo delle relazioni industriali del presente: la comprensione di questi limiti e di questa «diversità» della Fiat è il primo passo per proporsi, in una fase di radicali cambiamenti degli assetti produttivi e proprietari, un nuovo approccio al problema dei rapporti tra sindacati e azienda.
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I lunedi’ dell’economia della Fondazione Giuseppe Di Vittorio – Volume I
10.00
€
I Lunedì dell’economia hanno caratterizzato il primo anno di attività pubblica della Fondazione Giuseppe Di Vittorio e del suo comitato scientifico «Scienze Sociali». Gli appuntamenti, a cadenza bisettimanale, hanno toccato temi rilevanti quali lo scenario macroeconomico, la competitività, il diritto del lavoro, il welfare. L’attualità degli argomenti trattati si è sempre misurata con uno spessore alto di approfondimento e sollecitazione di ricerca, realizzando così una fusione ricca tra l’approccio teorico e uno più immediatamente legato all’intervento contingente. La formula ha registrato notevoli consensi: per la città di Milano, dove i dibattiti si sono sempre svolti, i Lunedì dell’economia sono diventati un appuntamento atteso, partecipato, catalizzatore di interessi. I dibattiti sono stati pubblicati dalla rivista
Quaderni Rassegna Sindacale - Lavori
, edita da Ediesse, sul sito della Fondazione (
www.fondazionedivittorio.it
) e trasmessi in videoconferenza. Per l’importanza dei temi trattati e il livello dei contributi, la Fondazione ne ha deciso la pubblicazione monografica, di più agevole consultazione, che verrà realizzata in due volumi. I dibattiti raccolti in questo primo volume sono quelli dei cinque Lunedì dedicati ai seguenti temi: La Fiat e le banche; Lavoro, diritti, Europa; Fondi pensione e mercati finanziari; Welfare state: nuovo patto sociale o mercato?; La congiuntura economica: quali prospettive? Oltre a Sergio Cofferati, hanno partecipato ai cinque dibattiti: Cristiano Antonelli, Patrizio Bianchi, Paolo Bosi, Salvatore Bragantini, Aldo Carra, Guido Cammarano, Innocenzo Cipolletta, Alessandro Coppola, Carlo Dell’Aringa, Tommaso Di Tanno, Gianni Geroldi, Giorgio Ghezzi, Gad Lerner, Luigi Mariucci, Marcello Messori, Giacinto Militello, Gianni Nardozzi, Paolo Onofri, Daniele Pace, Laura Pennacchi, Roberto Pizzuti, Massimo Riva, Umberto Romagnoli, Riccardo Sarfatti, Paolo Sylos Labini, Ferdinando Targetti.
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La cittadinanza sociale fra vie locali e universalità
11.00
€
A due anni dalla legge quadro sul sistema socio-assistenziale e dalla riforma del Titolo V della Costituzione approvate dal Governo dell'Ulivo, e in concomitanza con l'uscita del Libro bianco sul welfare dell’attuale Governo di centro destra, rappresentanti delle forze politiche e sociali, del Terzo settore, del mondo universitario e della ricerca, decisori locali, esperti riflettono sulla tematica dell’equilibrio fra territorialità delle politiche e universalità dei livelli di inclusione. Sostenere i percorsi, le opzioni, le strategie programmatorie e di gestione espressi dai vari contesti locali è tanto necessario quanto supportare un principio di convergenza che crei condizioni di parità sociale e territoriale: questa la tesi del volume. Processi di decentramento non sufficientemente coordinati rischiano infatti di ampliare le disparità tra i diversi sistemi territoriali di tutele e opportunità che, se non equamente rivolti a tutti i cittadini, limitano in maniera particolare la qualità di vita di quelli meno dotati di risorse economiche, fisiche, relazionali e culturali. La finalità è pertanto quella di sostenere e di argomentare la centralità delle politiche sociali avviate nella seconda metà degli anni novanta, rafforzandone l’effettiva attuazione verso una strategia di sistema. Il volume si suddivide in quattro sezioni tematiche: «La riforma del Titolo V della Costituzione. I livelli essenziali delle prestazioni e le misure universalistiche di base»; «La legge 328/2000. Risorse e ruoli nel sistema misto degli attori»; «I sistemi informativi e la valutazione delle politiche sociali»; «I fabbisogni, la pianificazione sociale e lo sviluppo del territorio».
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I fondi per la formazione continua. Strumenti del nuovo sviluppo
9.00
€
I Fondi per la formazione continua sono organismi gestiti congiuntamente dalle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, che dovranno organizzare, dirigere e finanziare piani di formazione per i lavoratori occupati nelle imprese italiane, utilizzando lo 0,30% del monte salari che da anni viene versato all’Inps per questo scopo. Le parti sociali in Italia e in tutta Europa hanno scommesso sulle risorse umane come possibile punto di sintesi tra gli interessi dell’impresa, che persegue una maggiore competitività, e quelli dei lavoratori e del sindacato, che intendono accrescere il sapere dei lavoratori per rafforzarne il potere contrattuale in fabbrica e fuori. I Fondi partono ora in Italia, in una delle fasi più difficili delle relazioni industriali e dei rapporti tra i sindacati. Questo libro vuole offrire un’informazione puntuale sulla genesi, la configurazione e il futuro utilizzo di tali strumenti, fornendo un indispensabile e agile vademecum per tutti coloro che nel sindacato, nelle associazioni d’impresa, nelle istituzioni, nel sistema formativo e in altri luoghi ancora se ne dovranno occupare.
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Il valore del lavoro nella società italiana
15.00
€
La riflessione sul significato storico, politico e ideale dei centenari di alcune tra le più importanti strutture territoriali e di categoria della CGIL è al centro di quest’ultimo libro di Adolfo Pepe. Il testo, diviso in tre parti, ripercorre la storia ultracentenaria del movimento operaio e sindacale italiano, dalle prime forme di resistenza contro lo sfruttamento padronale fino ai giorni nostri. Nella prima parte, dove si ricostruiscono le origini del movimento sindacale (1880-1900), sono analizzate le tappe principali che portano dalla nascita della «questione sociale» all’esplosione di una vera e propria «questione sindacale», man mano che la protesta operaia e bracciantile viene incanalata all’interno delle nascenti strutture di rappresentanza e di tutela. La seconda parte raccoglie gli interventi dell’autore in occasione delle celebrazioni dei principali centenari delle strutture CGIL. La riflessione tocca sia le Camere del Lavoro (sono analizzati i casi di Genova, Reggio Emilia, Ancona e della Puglia), che hanno contribuito a costruire e sviluppare in modo determinante i diversi territori, sia le principali Federazioni di categoria, dalla «mitica» Federterra (oggi FLAI) ai «modelli» metalmeccanico, chimico e tessile del sindacalismo industriale, passando per il «caso» dei minatori. Chiude questa sezione un capitolo dedicato ad alcune vicende importanti dell’Italia repubblicana: dal difficile impianto della democrazia in Italia alla crisi del luglio 1960, fino ad arrivare alla crisi del sistema politico sul finire degli anni Settanta, il testo ripercorre alcuni passaggi salienti del cinquantennio repubblicano, segnato da momenti di sviluppo accelerato, ma anche da profonde contraddizioni. La terza e ultima parte raccoglie alcune riflessioni sulle prospettive del movimento sindacale attraverso l’analisi di tre temi: i valori e la cultura della CGIL, il ruolo della memoria e della ricerca storica, l’attualità del sindacato, stretto tra una globalizzazione spesso iniqua e le insufficienze della politica.
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Lezioni di pace
12.00
€
Forse la pace non si può «insegnare», ma certo una nuova cultura che faccia delle persone e del loro benessere la ricchezza dei popoli è una condizione fondamentale per realizzare una pace che non sia solo «assenza» di guerra. Una pace sentita come dimensione etica e testimoniata da milioni di giovani e di persone di ogni condizione: come tale la avverte la Cgil, che della cultura e della pratica dei diritti ha fatto il cuore della sua azione riformatrice e rivendicativa. In collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, la Cgil ha promosso il libro e il video in cui il pedagogista Alberto Alberti, lo scienziato Marcello Cini, il regista Carlo Lizzani, la scrittrice Lidia Ravera, il filosofo Fulvio Tessitore, il compositore e musicologo di chiara fama Azio Corghi esprimono la ricchezza, la forza, la vitalità di forme del pensiero, dell’arte e della cultura del nostro paese, che non si piegano agli eventi. Dario Missaglia e Guglielmo Epifani illustrano poi come per il sindacato sia essenziale assumere l’etica della responsabilità per misurarsi sulle grandi questioni sociali, politiche, culturali che l’idea di pace esige vengano affrontate. Contributi di: Alberti, Cini, Corghi, Epifani, Lizzani, Missaglia, Ravera, Tessitore.
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La città che partecipa
12.00
€
Il bilancio partecipativo è la nuova frontiera del rinnovamento della democrazia locale. Noto soprattutto per i risultati positivi ottenuti nella grande città brasiliana di Porto Alegre, si sta diffondendo con rapidità in tutto il mondo suscitando dovunque l’entusiasmo di tutti coloro che vogliono riportare le comunità al centro delle decisioni politiche e amministrative. In Italia sono ormai numerosi i Comuni che hanno adottato il bilancio partecipativo e un’associazione, Nuovo Municipio, è stata costituita per mettere a confronto e coordinare le diverse esperienze. Molti prevedono che sarà questo il laboratorio da cui nasceranno le vere novità politiche dei prossimi anni. L’Autore, tra i primi a puntare su questo nuovo istituto di democrazia, chiarisce nel libro che cos’è il bilancio partecipativo, ne ricorda le radici internazionali ma anche italiane, spiega come si realizza e come si incardina dentro la normale attività del Comune e nel quadro delle leggi vigenti, illustra i casi più importanti. Ma, soprattutto, avverte che sceglierlo ha un senso se è tutta la città che partecipa, determinando un’integrazione virtuosa tra strumenti di democrazia rappresentativa e nuove forme della partecipazione. Alla stesura del libro hanno collaborato Matteo Bassoli, Francesco Coviello, Monica Mansi, Silvia Pergami, Michelangelo Secchi, del gruppo di Progettazione alla partecipazione «La città che partecipa».
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Primo rapporto congiunturale Ires-Cgil
8.00
€
Il Rapporto congiunturale semestrale IRES è il nuovo strumento di cui la CGIL si è dotata per monitorare l’evoluzione dell’economia a supporto delle scelte di politica economica, sociale, retributiva. Esso fornisce un’analisi dei principali indicatori dell’economia e gli approfondimenti sui principali problemi d’attualità: natura della crisi e funzione dell’economia statunitense, concorrenza cinese, problema delle dimensioni di impresa. Un’attenzione particolare, con specifiche elaborazioni, è dedicata alla collocazione dell’Italia nel mercato internazionale e alla perdita di competitività intervenuta negli ultimi anni. Affrontando questi temi, il Rapporto intreccia l’analisi delle dinamiche congiunturali con quella delle caratteristiche strutturali dell’economia italiana. Nel volume sono riportati infine i primi risultati dell’indagine che la CGIL ha avviato tra le proprie strutture territoriali per costruire un modello previsionale dell’evoluzione dell’occupazione, dell’utilizzo degli impianti, del PIL. Ciò è tanto più necessario oggi in presenza di una crisi di cui non si intravede la fine e che il governo prima ha negato e adesso sottovaluta.
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Storie di vita
8.00
€
In un momento in cui si assiste a una crisi della comunicazione e della capacità di narrare, quando sembrano aver preso sopravvento il rumore, il brusio, l’effimero, la finzione, l’«usa e getta» propinato dalle televisioni e dai rotocalchi, le narrazioni autobiografiche restituiscono senso alle cose vissute, sofferte, e poi filtrate da una riflessione che ne preserva la concretezza e la vivacità originali. In questo caso a raccontarsi sono donne semplici, con una vita grama alle spalle, ma al contempo protagoniste di eventi e mutamenti storici. La guerra, il lavoro nei campi, la fabbrica, la famiglia, la politica, il sindacato: in tutte queste dimensioni emergono figure femminili vitali, battagliere, che spesso si vivono come «ribelli», affermando in ciò la funzione di rottura di schemi tradizionali che quella generazione ha esercitato, spinta dalle contingenze storiche. Dagli anni della guerra e del dopoguerra le interviste alle donne mantovane ci trasmettono quella consapevolezza, maturata alla scuola della loro esperienza quotidiana, in cui affondano le radici i cambiamenti epocali nel modo di ridisegnare i rapporti tra i generi, e di intendere la «politica» nel senso più ampio, che si sono dispiegati negli ultimi cinquant’anni.
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Globalizzazione e relazioni industriali
18.00
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In che modo il sindacalismo europeo può ancora porsi come un protagonista assoluto sulla scena globale e in seno alle nostre società? Una risposta può venire dal sistema di regolazione lavoristica adottato dall’Unione Europea: per la sua specificità ordinamentale e per il crescente interesse rivolto ai temi della politica sociale, infatti, la UE sembra rappresentare oggi uno scenario ottimale per sperimentare un nuovo diritto del lavoro di livello sovranazionale, soprattutto per il ruolo riconosciuto all’autonomia collettiva delle parti sociali nella formazione di un diritto europeo del lavoro. Il libro passa in rassegna - con particolare riguardo per l’esperienza dei Comitati aziendali europei - sia il profilo formale e socio-giuridico della normativa, sia la qualità della sua applicazione pratica: un’indagine attenta delle dinamiche delle relazioni industriali nei grandi gruppi multinazionali, ma anche dei limiti di un’esperienza che a quasi dieci anni dal suo avvio non ha ancora realizzato il giusto aggancio tra procedure di informazione-consultazione e sviluppo conseguente dell’azione sindacale a livello sovranazionale di impresa. Con questa pubblicazione si offre ad esperti, operatori sociali, quadri sindacali e studenti un utile strumento di conoscenza e approfondimento, in grado di fornire importanti spunti di riflessione sulle tematiche dell’impresa internazionale di gruppo.
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La terza rivoluzione scientifica
10.00
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Il progresso delle scienze biomediche ha messo a disposizione una serie di conoscenze che riguardano l’intero ciclo vitale degli esseri umani dalla nascita alla morte. La sopravvivenza e l’evoluzione non sono più affidate solamente al «caso», ma diventano oggetto di una possibile progettualità e, quindi, di scelte e decisioni. Gli autori dei saggi raccolti nel volume, tra i più prestigiosi nelle proprie discipline, si confrontano con questi mutamenti, intrecciando un confronto interdisciplinare sul ruolo centrale della democrazia e del pluralismo culturale nella discussione pubblica e nella ricerca scientifica. Saggi di: Giovanni Berlinguer - Professore emerito dell’Università di Roma «La Sapienza». Fa parte del Comitato di Bioetica dell’Unesco. Ernesto Di Mauro - Docente di Genetica Molecolare all’Università di Roma «La Sapienza». Direttore scientifico della Fondazione Pasteur Cenci-Bolognetti. Silvio Funtowicz - Ricercatore presso l’Istituto per la Protezione e la Sicurezza del Cittadino (IPSC); Commissione Europea - Centro Comune di Ricerca (CE-CCR), 21020 Ispra (Va), Italia. Silvia Garagna - Docente di Biologia dello Sviluppo all’Università di Pavia (Laboratorio di Biologia dello Sviluppo). Mirko Drazen Grmek - Tra i maggiori storici e filosofi della scienza del XX secolo. Ha insegnato Storia delle Scienze Biologiche e Mediche all’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi. È scomparso nel marzo del 2000. Alberto Oliverio - Docente di Psicobiologia all’Università di Roma «La Sapienza». Direttore della Sezione di Psicobiologia e Psicofarmacologia dell’Istituto di Neuroscienze del CNR. Carlo Alberto Redi - Docente di Zoologia e Biologia dello Sviluppo all’Università di Pavia (Direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo). Stefano Rodotà - Docente di Diritto civile all’Università di Roma «La Sapienza». Presidente dell’Autorità garante della privacy. Fabrizio Rufo - Curatore del libro - Docente di Bioetica all’Università di Roma «La Sapienza». Silvano Tagliagambe - Docente di Filosofia della Scienza all’Università di Sassari - Sede di Alghero. Mariachiara Tallacchini - Docente di Scienza Tecnologia & Diritto all’Università Cattolica del Sacro Cuore - Sede di Piacenza. Docente di Bioetica all’Università degli studi di Milano. Maurizio Zuccotti - Docente di Istologia ed Embriologia all’Università di Parma e all’Università di Pavia (Laboratorio di Biologia dello Sviluppo).
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Anna Magnani
9.00
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Una donna che ha molto amato, molto sofferto e si è battuta con impeto per avere un’esistenza piena, secondo vocazione e talento, senza mai tradire coscienza e rigore nel suo mestiere e nelle apparizioni fuori scena. La Magnani viene presentata sia come personaggio del suo tempo, che incarna settant’anni di storia italiana - il periodo fra le due guerre mondiali, il ventennio, il dopoguerra, i «favolosi» anni sessanta - sia come donna di spettacolo, capace di passare dal dramma alla rivista, dal film brillante al cinema neorealista di Rossellini, alle opere di Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, ai programmi radiotelevisivi. Ma soprattutto Anna è vista come protagonista di un grande film, quello che nasce dall’intreccio tra i fatti di tutti e i suoi privati, una narrazione intensa e ricca di particolari anche inediti, che è stata riversata nella trasmissione in dieci puntate trasmessa da Radio2Rai nel ciclo di successo «Alle otto della sera».
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La Cgil e il Novecento italiano
12.00
€
Il libro e la videocassetta raccontano un secolo di lotte, di militanza, di passioni e di sacrifici, vissuti dai lavoratori per difendere la propria dignità ed estendere i propri diritti. Il documentario, realizzato dal regista Odino Artioli con la consulenza storica della Fondazione Giuseppe Di Vittorio, attraverso un uso sapiente di fotografie, filmati d'epoca e materiale inedito, ripercorre le tappe salienti che hanno caratterizzato la storia del sindacato nel Novecento italiano, dai primi scioperi di inizio secolo alla mobilitazione industriale della prima guerra mondiale e alle lotte del "biennio rosso", dall'avvento della dittatura fascista alla lotta di Resistenza, dalla ricostruzione al miracolo economico, dalla mobilitazione studentesca e operaia del 1968-1969 ai tre milioni di manifestanti del Circo Massimo del 23 marzo 2002. Il libro, agile e chiaro, curato da Adolfo Pepe, Pasquale Iuso e Fabrizio Loreto, offre una lettura organica e approfondita dei cento anni di storia della CGIL, ordinandola per periodi significativi del suo svolgimento.
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Lavoro, unità, autonomia
8.00
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Gli atti del primo convegno promosso dal «gruppo dei 49» rappresentano un contributo alla discussione aperta nella Cgil, e più complessivamente nel sindacato, mirato all’obiettivo di arricchire il confronto e di determinare nuove opportunità per l’azione sindacale. La fase politico-sociale attraversata dal paese nel nuovo contesto internazionale impone del resto al sindacato una rivisitazione delle sue strategie per meglio affrontare le sfide future. È necessario infatti delineare in modo nuovo temi come l’autonomia, l’unità sindacale, il governo dei processi di globalizzazione, un sistema di welfare più inclusivo, le politiche contrattuali e retributive, la democrazia e la rappresentanza. Tutto il dibattito del convegno, aperto da una relazione di Agostino Megale e concluso da Antonio Panzeri, va in questa direzione sollecitando una forte innovazione dei contenuti e dell’azione della Cgil per rafforzarne la funzione e il ruolo.
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I Lunedi’ dell’economia della Fondazione Giuseppe Di Vittorio – Volume II
10.00
€
I Lunedì dell’economia hanno caratterizzato il primo anno di attività pubblica della Fondazione Giuseppe Di Vittorio e del suo comitato scientifico «Scienze Sociali». Gli appuntamenti, a cadenza bisettimanale, hanno toccato temi rilevanti quali lo scenario macroeconomico, la competitività, la guerra, il diritto del lavoro, il welfare. L’attualità degli argomenti trattati si è sempre misurata con uno spessore alto di approfondimento e sollecitazione di ricerca, realizzando così una fusione ricca tra l’approccio teorico e uno più immediatamente legato all’intervento contingente. La formula ha registrato notevoli consensi: per la città di Milano, dove i dibattiti si sono sempre svolti, i Lunedì dell’economia sono diventati un appuntamento atteso, partecipato, catalizzatore di interessi. Per l’importanza dei temi trattati nei dibattiti e il livello dei contributi, ne è stata curata la pubblicazione monografica in due volumi. Dopo l’uscita del primo, i dibattiti raccolti in questo secondo volume sono quelli dei cinque Lunedì dedicati ai seguenti temi: L’impresa: regole e competitività; Guerra ed economia; Federalismo fiscale tra solidarietà e competizione; Perché Milano; Flessibilità del lavoro e rigidità del capitale. Oltre a Sergio Cofferati, hanno partecipato ai cinque dibattiti: Luigi Abete, Roberto Artoni, Patrizio Bianchi, Salvatore Bragantini, Bruno Cartosio, Vieri Ceriani, Don Virgilio Colmegna, Paolo Costa, Renzo Costi, Padre Paolo Foglizzo, Franco Gallo, Vittorio Gregotti, Gad Lerner, Giorgio Lunghini, Curzio Maltese, Marcello Messori, Gian Giacomo Migone, Antonio Panzeri, Alessandro Profumo, Giovanni Raboni, Umberto Romagnoli, Michele Salvati, Francesco Vella.
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Un’altra idea di città
9.00
€
Bologna attraversa un fase delicata. La città vive un persistente declino che ne mette a rischio lo sviluppo, inquina la qualità della vita, ingrigisce quella coesione sociale che ha sempre costituito il tratto distintivo della sua esperienza. La Camera del Lavoro, con un percorso importante fatto di proposte, confronto, partecipazione, avanza la propria idea, ed è «un’altra idea» di città dei servizi, dell’innovazione, della partecipazione e della coesione sociale, radicalmente diversa da quella delineata dall’attuale amministrazione di centro-destra. In questo volume insieme agli interventi di Cesare Melloni, Riccardo Sarfatti, Giuseppe Campos Venuti, Roberto Grandi, Vasco Errani, Sergio Cofferati e di altri, il testo del documento programmatico della Camera del lavoro.
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Salute, sicurezza e condizioni di lavoro
12.00
€
La nuova situazione produttiva e organizzativa acutizza i rischi derivanti da organizzazioni del lavoro non rispettose della fisiologia e della psicologia dell’essere umano, mentre tende a ridurre quelli di origine fisica, chimica o tecnologica. Gli effetti nocivi più frequenti tra i lavoratori (pur senza ignorare i problemi di microclima, di rumore o di presenza di polveri o gas) sono legati agli «errori» organizzativi, che sono in realtà aspetti della moderna organizzazione del lavoro, non più fondata sull’abilità dei lavoratori, ma sulla loro adattabilità a diversi contesti lavorativi. Adattabilità che deve essere sempre più rapida. Tutti gli aspetti ergonomici che ne conseguono vengono ignorati o vengono affrontati in modo molto superficiale, tanto le conseguenze si risolvono con antinfiammatori, o con psicofarmaci o, nei casi più gravi, con il ricorso a piccole operazioni ortopediche oppure a servizi psichiatrici. Se non basta, con un giudizio di inidoneità al lavoro. Senza un’azione colta, costante, partecipata del sindacato - sostengono Fulvio Perini e Vittorio Rieser - non c’è prevenzione che tenga, non c’è esposto all’organo di vigilanza che risolva. Gli autori si riferiscono alla contrattazione della prestazione di lavoro e alle attuali difficoltà ad affrontare con il negoziato e la regolamentazione sindacale gli aspetti essenziali della condizione di lavoro.
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Lavoro e nuove regole
15.00
€
Il volume propone una riflessione sulle recenti iniziative legislative in materia di relazioni di lavoro, individuali e collettive, con l’esplicita finalità di fornire un ausilio all’attività sindacale di individuazione dei bisogni di tutela e di costruzione delle solidarietà possibili. A tal fine, sono anzitutto evidenziate le opzioni di politica del diritto del governo di centro-destra così come emerse a cominciare dalla pubblicazione del Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia. In particolare, questa prima parte evidenzia le discontinuità rispetto alle politiche precedenti e il senso dei mutamenti preannunciati. La seconda parte del testo, invece, è dedicata all’analisi giuridica della legge delega n. 30/2003 e del successivo decreto legislativo n. 276/2003. L’indagine procede dall’interpretazione delle discipline e delle norme che maggiormente qualificano i recenti interventi legislativi per giungere, attraverso l’esame dei fattori socio-economici che sono all’origine della produzione legislativa e la ricostruzione del dibattito giuridico nel cui contesto essa è maturata, a un bilancio critico della «modernizzazione» promessa dall’attuale maggioranza parlamentare. Il libro è completato da tabelle riepilogative delle norme del d.lgs. 276/2003 e da un’appendice normativa.
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Se l’impresa sceglie l’etica
8.00
€
Etica e impresa: un ossimoro? Una contraddizione in termini? Un matrimonio che non s’ha da fare? Fortunatamente non è così e non è irrilevante che sia proprio la Cgil a dirlo con l’approfondimento riportato in questo volume. L’Europa dell’economia della conoscenza, della sfida competitiva fondata sulla qualità dello sviluppo esige comportamenti socialmente responsabili, vale a dire scelte rispettose dei diritti dell’uomo, del lavoratore, dell’ambiente, costruite con il più ampio consenso sindacale e sociale. La responsabilità sociale dev’essere la scelta fondativa di un differente modo d’essere dell’impresa nella sua organizzazione interna e nelle sue relazioni con l’ambiente esterno: rispettare le leggi, applicare i contratti, esercitare corrette relazioni sindacali non basta. Un’impresa è socialmente responsabile quando propone, assume, contratta, concorda, progetta, costruisce, verifica partecipazione e valore. Con le sue proposte la Cgil ha voluto definire le condizioni di contesto che rendono concreta e verificabile l’intesa tra l’etica e l’impresa.
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Il lavoro interinale come sistema
9.00
€
Attraverso un complesso lavoro di ricerca empirica che ha riguardato per la prima volta contestualmente agenzie e imprese, il volume documenta il funzionamento del sistema del lavoro interinale in Italia nella fase del suo consolidamento strutturale, cioè nei suoi primi cinque anni di operatività. Rispetto alle modifiche apportate dalla legge 30 del 2003 al quadro del lavoro temporaneo, questa ricerca risulta ancora più importante in quanto fornisce conoscenze che consentono di fare il punto sulla prima «storica» fase del lavoro interinale in Italia in un contesto di flessibilità «normata» nello spirito della legge 196 del 1997, il cosiddetto «pacchetto Treu». È in questa fase che il lavoro interinale si insedia nel sistema del lavoro italiano e per le imprese diventa una modalità normale di ricorso a prestazioni temporanee, ma contestualmente un mezzo per una quota di lavoratori, anche se decisamente minoritaria, di arrivare ad una occupazione stabile. Su quali traiettorie però evolverà ora il sistema del lavoro interinale nel nuovo ambito normativo definito dalla legge 30/2003? È appunto alla delineazione dei nuovi scenari che aprono le conclusioni della ricerca.
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Mamme e papà che lavorano
25.00
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Il Testo Unico sulla maternità e paternità, cui questa guida INCA è dedicata, ha come fine l’effettiva tutela del minore, sia figlio/a naturale che adottivo o affidatario, sia con problemi di handicap grave. Il Testo Unico costituisce un organico complesso di norme a cui fare riferimento per tutelare al meglio la lavoratrice e il lavoratore nel loro essere genitori, ed integra e completa non solo la normativa riguardante le madri e i padri lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico sia di quello privato, ma anche gli specifici provvedimenti legislativi relativi alle lavoratrici autonome, alle libere professioniste, alle parasubordinate e alle madri non lavoratrici od occupate in lavori saltuari e discontinui. Il percorso normativo, già iniziato con la legge 53/2000, conosciuta come «legge sui congedi parentali», trova nel TU la sintesi e la razionalizzazione necessarie per rendere operative e fruibili conquiste che registrano, e in alcuni casi anticipano, mutamenti sociali e di costume sul piano della parità e dell’alternanza dei genitori nell’accudimento dei figli. Questa guida analizza e commenta le norme coordinate, riportandone il testo integrale, le circolari degli Enti e dei Ministeri e fornisce utili indicazioni operative affinché queste norme non rimangano solo sulla carta, ma vengano assunte dalla contrattazione collettiva e si sostanzino in conquiste reali e fruibili.
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Il lavoro tra progresso e mercificazione
25.00
€
Il decreto n. 276/2003 introduce rilevanti modifiche nell’ordinamento lavoristico che ci riportano indietro nel tempo: gli appalti interni, i trasferimenti di rami di azienda, il lavoro somministrato costituiscono schemi in virtù dei quali chi effettivamente utilizza la prestazione lavorativa non è più il datore di lavoro, contrariamente a quanto si era consolidato in Italia a partire dal 1960. D’altra parte il medesimo decreto aumenta le possibilità di assumere manodopera secondo schemi negoziali atipici e precari che mercificano il lavoro e precludono ai giovani la possibilità di programmare il loro futuro. La stessa nuova figura del contratto a progetto presenta non pochi aspetti di ambiguità. Il presente commentario si colloca dunque tra presente e futuro, combinando una rigorosa lettura dell’innovazione legislativa con le considerazioni di politica del diritto rese necessarie dalla volontà di riprendere un cammino di progresso. Con la direzione scientifica di Giorgio Ghezzi, il commentario ordina in successione, rispetto a ciascun tema e a ciascun articolo del decreto, i contributi di illustri giuslavoristi e docenti di diritto. In allegato sono riportati: il testo coordinato del decreto legislativo 276/2003; la legge delega n. 30/2003; il testo coordinato della legge n. 142/2001 sulle cooperative, come modificato dalla legge n. 30/2003; il decreto legislativo n. 368/2001 sul contratto a termine; il testo coordinato del decreto legislativo n. 61/2000 sul part-time, come modificato dall’articolo 46 del decreto legislativo 276/2003.
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Ad ovest di Iqbal
15.00
€
Quanto è estesa l’occupazione dei minori nei paesi industrializzati e in particolare nell’Unione Europea? Quanta di questa occupazione è illegale? Che tipi di lavoro svolgono i minori? Quali fattori li spingono a entrare nel mercato del lavoro? Molte risposte potrebbero sorprenderci. Il lavoro minorile presente oggi in Occidente emerge infatti come fenomeno della «modernità», manifestandosi in forme vecchie e nuove. Da un lato, la necessità di integrare il reddito familiare a causa di una iniqua distribuzione della ricchezza ci porta a scoprire all’interno del mondo industrializzato bisogni che ritenevamo ormai confinati nel terzo mondo. Dall’altro, i modelli di consumo proposti nelle società occidentali, il disconoscimento del ruolo dell’istruzione, il valore positivo assoluto che viene conferito alla capacità di produrre reddito diventano i parametri di riferimento che alimentano l’ingresso precoce nel mondo del lavoro. L’autore pone la questione dell’infanzia e dell’adolescenza come tema centrale, attorno al quale sviluppare le politiche sociali della nuova Unione Europea.
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Europa sociale
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Mentre è intenso il dibattito sulla riforma istituzionale dell’Unione Europea, segna il passo il confronto sui grandi temi di carattere sociale. Eppure le nuove e forti istituzioni di cui l’Europa ha bisogno non possono darsi senza altrettanto forti e consensuali politiche fra cui, in primo luogo, quelle economiche e sociali. Il patto politico fondativo della nuova Europa non può cioè prescindere da un nuovo patto sociale, e da quest’ultimo dipende, con la qualità dell’integrazione, l’identità stessa dell’Unione ampliata ai nuovi dieci paesi. Rispetto a questa tesi di fondo esperti italiani, europei e statunitensi mettono a confronto i due modelli che percorrono la politica sociale europea: quello che dà grande risalto agli aspetti della coesione e dei diritti sociali, com’è nella tradizione europea, e quello che, mettendo in primo piano la sovranità del mercato, si ritrova invece nell’esperienza americana. Una verifica critica serrata che scandaglia in profondità i terreni dell’economia e del lavoro, dei diritti e della cittadinanza, della funzione pubblica e del ruolo degli attori sociali.
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