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Storie di Resistenza
8.00
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Leggendo la storia del drammatico biennio che va dal 1943 al 1945, si vede come alla lotta armata della Resistenza si giunga attraverso un processo capillare e diffuso nella struttura sociale dell’Italia dell’epoca, nel quale il mondo del lavoro, non soltanto nelle sue componenti operaie, ha svolto un ruolo da protagonista. È dalla fine del 1942 che il distacco dal fascismo comincia a diffondersi con rapidità crescente anche fra le categorie professionali e i ceti sociali che erano stati coinvolti dalla modernizzazione del regime, come nel caso del settore del credito che, con le leggi bancarie del 1936, rappresentò, forse, il punto più alto del tentativo tecnocratico e statalista operato in questa direzione dal regime fascista. Così, quando all’opposizione di operai e braccianti si aggiunge quella di questi ceti, la crisi diventa insolubile e il fascismo crolla definitivamente. Questo è, appunto, quanto viene confermato dall’approfondimento raccolto in questo volume che, nel quadro di un programma di iniziative volto a riconsiderare il contributo del mondo del lavoro alla Resistenza e alla Liberazione nazionale, la Fondazione Giuseppe Di Vittorio e la Fisac-Cgil hanno realizzato per i lavoratori del settore creditizio e finanziario, il cui contributo di partecipazione e di lotta fu in quegli anni alto e a volte determinante. Contributi e testimonianze di: Goffredo Andreini, Aldo Aniasi, Walter Barni, Paola Brunetti, Carlo Ghezzi, Loretta Lenzi, Danilo Maghini, Nella Marcellino, Domenico Moccia, Adolfo Pepe, Paolo Pizzoni, Nicoletta Rocchi.
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L’informazione contro il fascismo
8.00
€
Esaminando le diverse fasi del suo svolgimento, appare evidente come la storia ultracentenaria dei tipografi sia sempre stata parte importante della storia della libertà e della democrazia del nostro paese. Ciò è dovuto alla consapevolezza di questi lavoratori che solo nella libertà possano crescere e svilupparsi il proprio lavoro, la propria dignità e la propria funzione sociale. Ed è per questo che negli anni drammatici dal 1940 al 1945 i tipografi si rendono protagonisti di un crescente movimento di opposizione e di lotta al fascismo impegnandosi, insieme a molti giornalisti, nella stampa clandestina di decine di giornali e di migliaia di manifesti e volantini. È un movimento che conoscerà momenti clamorosi, come gli scioperi del 1944 al Messaggero di Roma e al Corriere della sera di Milano, o come le mobilitazioni dei lavoratori del Poligrafico dello Stato all’indomani del 25 luglio del 1943, ma che si diramerà anche come potente fiume carsico in tantissime piccole tipografie d’ogni parte d’Italia con la stampa di una grande mole di pubblicazioni e di materiali antifascisti. Tutto ciò è illustrato e documentato da questo volume, in cui viene raccolto l’approfondimento che, nel quadro di un programma di iniziative volto a riconsiderare il contributo del mondo del lavoro alla Resistenza e alla Liberazione nazionale, la Fondazione Giuseppe Di Vittorio e il Sindacato dei lavoratori della comunicazione della Cgil hanno realizzato per il settore dell’informazione. Contributi e testimonianze di: Bruno Di Cola, Luisa Donzelli, Guglielmo Epifani, Paolo Gambescia, Carlo Ghezzi, Renato Naccarelli, Massimo Rendina, Franco Siddi, Giuseppe Sircana, Tonino Tost o, Walter Veltroni.
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Le origini dell’attività sindacale nel settore dei servizi (1880-1925)
8.00
€
Questo volume segna l’avvio di un importante e complesso sforzo di ricerca volto a ricostruire la storia del sindacato dei servizi del nostro paese e a colmare, così, una grave lacuna della storiografia sindacale italiana. La Filcams Cgil, in quanto tale, ha una storia relativamente breve. Nasce con il congresso del 18-21 marzo 1960 dalla fusione della Filam (Federazione italiana lavoratori alberghi e mense) con la Filcea (Federazione italiana lavoratori commercio e affini). Acquisisce la sua fisionomia attuale con il congresso del 23-27 aprile 1974 con la confluenza della Filai (Federazione italiana lavoratori ausiliari industria) che raggruppava le guardie giurate, le imprese di pulizia, i portieri e le collaboratrici familiari: i servizi. Alle spalle dell’organizzazione attuale vi sono dunque strutture preesistenti e un mondo del lavoro composito che, nel corso di un secolo, si è venuto incessantemente trasformando, ridisegnado via via, in ragione di questo processo, le forme della sua rappresentanza sociale. Il lavoro di ricerca, che si è deciso di raccogliere in due volumi, ha fatto emergere un materiale ricco, anche se frastagliato per periodi storici e diseguale tra le due federazioni originarie: la Filam e la Filcea, mentre maggiori difficoltà si sono palesate per la Filai. In questo primo volume si ricostruiscono le origini di Filcea e Filam dagli ultimi anni dell’Ottocento fino alla soppressione del sindacalismo libero operata nel consolidarsi del regime fascista. Il volume successivo arriverà fino al 1974 ricostruendo anche la storia della Filai.
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Lo spirito della politica e il suo destino
8.00
€
Il libro dà conto dell’irruzione della teoria dell’autonomia del politico nel dibattito italiano degli anni settanta e spiega, grazie a un lavoro di analisi che non risparmia i dettagli, l’impatto prodotto dalla teoria nello spirito del tempo. In questo modo è esposto lo svolgimento di una discussione assai tormentata, per quanto mai veramente risolutiva. Pubblicate nel 1977, ma maturate lungo tutto il decennio, a partire da un serrato confronto seminariale svoltosi nell’Università di Torino sotto la presidenza di Norberto Bobbio, le tesi di Mario Tronti si proposero come un momento di svolta per la cultura politica della sinistra marxista italiana. L’analisi di quelle riflessioni e dei testi in cui si manifestò la controffensiva nei riguardi dell’autonomia del politico documenta - secondo l’Autore - come la battaglia contro l’autonomia del politico anticipasse e largamente mettesse in forma l’antipolitica di oggi. La distanza dallo spirito del tempo entro cui l’autonomia del politico fu proposta potrebbe viceversa essere utile per tornare a riflettere su una sua ritrovata attualità , nel tempo in cui l’eclissi della politica forma la necessità per un ritorno della teoria.
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L’Italia dei giovani al lavoro
8.00
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Il volume illustra la prima indagine Ires rivolta ai giovani al lavoro. Una ricerca voluta dalla Segreteria della Cgil per rimettere al centro la questione giovanile intesa come sicurezza e prospettiva per il futuro, come riconoscimento del valore dell’istruzione e come avvio di un processo di rinnovamento generazionale dello stesso sindacato. Un guardarsi allo specchio per assumere con decisione i problemi, le ansie, le insicurezze, ma anche le tante aspettative di quel mondo di giovani che fa parte del popolo dei «1.000 Euro» disponibile a un lavoro flessibile ma non precario e che cerca, giustamente, nel lavoro stabile e meglio retribuito la prospettiva per il futuro.
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Le relazioni industriali nell’Europa a 25 Stati
8.00
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L'ingresso di dieci nuovi Stati nell'Unione europea e la prossima adesione di altri paesi dell'Europa centro - orientale sollecitano riflessioni sulla "tenuta" del modello sociale europeo. A tal fine sono utili analisi e comparazioni degli ordinamenti giuslavoristici e dei sistemi di relazioni industriali sia dei paesi di più antica tradizione comunitaria che di quelli di più recente e di prossima adesione all'UE. -Nel volume vengono analizzati e tra loro comparati gli aspetti più importanti dei sistemi di relazioni industriali dei quindici Stati già membri dell'Unione Europea e dei dieci che da poco vi hanno fatto il loro ingresso. -Nella prima parte si approfondiscono in particolare le differenti modalità di organizzazione delle parti sociali, la contrattazione collettiva e le forme di partecipazione dei lavoratori. Nella seconda parte vengono esaminati i cambiamenti intervenuti negli ordinamenti nazionali del lavoro nei diversi paesi, con particolare attenzione ai profili collettivi del rapporto di lavoro e alla disciplina del mercato del lavoro. -Insieme a quella che si manifesta tra i quindici Stati precedenti e i dieci recenti membri dell'Unione Europea, un'ulteriore distinzione appare in questo secondo gruppo fra i paesi dell'Europa centrale già a governo comunista e la diversa situazione di Cipro, Malta e Turchia, della quale ultima anche vengono esaminate le normative insieme a quelle degli altri paesi di prossima adesione.
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Per un museo multimediale del lavoro
8.00
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Un'istituzione che raccolga e conservi documenti multimediali relativi al lavoro umano; che utilizzi le moderne tecnologie digitali e la rete telematica come strumenti centrali della sua attività ; che renda viva e presente la memoria del lavoro attraverso iniziative permanenti, il riuso dei materiali, nuove documentazioni: questo, in sintesi, il progetto di un MUSEO MULTIMEDIALE DEL LAVORO messo a punto dalla Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, che renderebbe disponibile per la costituzione della nuova struttura il proprio ricchissimo patrimonio di documentazione audiovisiva, fotografica, di ricerca scientifica e culturale sul mondo del lavoro. -Il progetto è stato presentato e discusso a Roma il 5 febbraio 2004 presso il Cnel, in un Forum a cui hanno partecipato esponenti delle istituzioni, del mondo sindacale e politico, delle fondazioni e degli istituti culturali interessati al tema del lavoro e dell'industria, docenti universitari, studiosi, filmmaker, giornalisti e i cui atti sono raccolti in questo volume.
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Etica e fondi previdenti
8.00
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Lo sblocco del Tfr verso la previdenza integrativa comporterà un flusso potenzialmente enorme di denaro verso i mercati con conseguenze sia per lavoratori e pensionati sia per la già pericolosa deriva finanziaria dell’economia italiana. L’intento del legislatore è quello di aumentare sostanzialmente le potenzialità di un mercato borsistico ad oggi decisamente sottodimensionato rispetto a quelli limitrofi. -Sullo scenario di un sistema previdenziale pubblico già ampiamente modificato dalle due precedenti riforme, si affacciano quindi le istanze solidali di un pensiero economico alternativo non più relegabile alla nicchia del non profit. Quali rischi corrono le lavoratrici e i lavoratori che affidano i propri soldi alle borse? È davvero inevitabile una previdenza affidata principalmente a un complesso sistema di risparmio finanziario individuale? Esiste la reale possibilità di contaminare con esigenze solidaristiche l’operato dei gestori dei fondi previdenziali? Nel mondo delle imprese bancarie i fondi pensione sono storicamente consolidati e davvero complementari. -Partendo dall’esperienza di una diffusa presenza di rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori come amministratori dei fondi, questo volume offre un’analisi critica dell’ideologia che sta alla base della «privatizzazione» delle pensioni, un panorama delle differenti visioni di welfare che assicurino a tutti uguali possibilità di partenza e uguali limiti, le chiavi di lettura per una possibile etica solidale di investimenti da parte dei fondi pensione non alternativa alla necessaria remunerazione nel lungo o medio/lungo periodo.
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Condizioni di lavoro e relazioni industriali nella trasformazione del sistema bancario
8.00
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La Fisac Cgil di Imperia si è posta l'obiettivo, ambizioso per un piccolo comprensorio, di indagare le condizioni di lavoro e gli orientamenti dei lavoratori in relazione ai cambiamenti avvenuti nel settore bancario negli ultimi anni. -Con lo strumento del questionario e le interviste a testimoni privilegiati si è provveduto a monitorare il "vissuto" di uomini e donne impegnati in contesti organizzativi ed economici in forte trasformazione, evidenziando gli elementi di disagio e alienazione, ma anche la loro progettualità , il loro rapporto con il sindacato, la proiezione del loro presente nel futuro, il rapporto tra etica e economia. -Questo lavoro può essere considerato l'avvio di un processo di ricerca finalizzato a fornire utili spunti di riflessione e materiale di discussione per accrescere l'incisività e la rappresentatività del sindacato.
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I rami della tua assenza
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La scrittura nasce dal dolore, l’esperienza di anni difficili, la perdita di Franca, la sposa, il vivere. Dalle zolle rimosse spuntano resti di memoria: l’emigrazione dei nonni dal nord Italia alle porte di Roma, Maccarese, la campagna e l’infanzia, l’albero degli zoccoli e una dignitosa povertà , le lotte dei braccianti, il comunismo e le rane, l’incontro con l’amore. La compresenza delle stagioni del tempo, l’inesorabilità della natura, il faccia a faccia con quello che più ci riguarda, la domanda essenziale: abbiamo vissuto? Journal intime, diario laico, confidenze, si parla a se stessi per cercare un dialogo con l’inestricabile vicenda umana. Una lirica in prosa dove la musicalità delle parole, meglio delle parole stesse, è il luogo più vicino allo sguardo di un uomo, qualcosa di mai finito, qualcosa di solo suo, qualcosa di uguale a tutti. Attraverso il silenzio e la solitudine l’io giunge in un luogo denso, fitto di umanità , lì si scorgono i cieli che valgono una vita: nascita, amore, felicità , dolore, perdita.
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Contro l’ergastolo
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La grande promessa della Costituzione repubblicana, dopo vent’anni di regime fascista e di abusi contro la libertà delle persone, era inscritta – per i carcerati – nella finalità rieducativa della pena e nella speranza dell’abolizione dell’ergastolo. Sessant’anni dopo, nonostante innumerevoli tentativi, l’ergastolo è ancora lì, e si moltiplica tra le pene da scontare nelle carceri italiane. A partire dalle lezioni tenute da Aldo Moro nei suoi ultimi anni di vita, contro l’ergastolo e la pena di morte, gli autori si confrontano con la pena senza tempo, la sua sopravvivenza e la sua vitalità , per capire se e come se ne potrà fare a meno. Testi di: Boccia, Calvi, Fortuna, Gonnella, Margara, Martinazzoli, Mosconi, Senese, Sofri.
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Il lavoro che ammala
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Eugenio ha respirato veleni per anni, senza che nessuno gli dicesse che quello stanzino era saturo di sostanze pericolose. Poi gli è venuto il morbo di Parkinson e soltanto dopo un lungo processo ha avuto (almeno) giustizia. Giorgio spingeva enormi bobine con la sola forza fisica, senza strumenti, fino a quando la schiena non ha più retto. Grazia continua a sollevare materassi, emarginata soltanto perché ha tentato di tutelare la propria salute dopo che le sue mani si sono arrese a uno sforzo pesantissimo, ripetuto molte volte al giorno, per molti anni. E poi c’è Vittoria, che adesso fa fatica a compiere semplici gesti della sua quotidianità domestica. Ma prima che le sue braccia venissero schiantate dai pesi che muoveva in legatoria era orgogliosa del suo lavoro. Dopo l’hanno cacciata… Certe malattie professionali riportano a tempi che sembrano lontani. Ma per molti lavoratori sono l’ergastolo con cui fare i conti per il resto dei propri giorni, magari con l’aggiunta di oltraggi e umiliazioni, perché quando ti fai male non servi più e allora… Questo libro racconta alcune di queste storie di malattia sul lavoro. E i protagonisti, al di là della rabbia e dell’ansia di giustizia, hanno qualcosa da dire ai tanti altri lavoratori che rischiano ogni giorno la salute.
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