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Nel nostro paese è lentamente diminuito il numero delle denunce di malattie professionali e conseguentemente dei riconoscimenti da parte dell’Inail; non è estranea a questo calo la paura di molti lavoratori delle reazioni dei datori di lavoro di fronte alle denunce né il fiscalismo spesso eccessivo dell’Inail. Tanto più utile risulta quindi l’aver predisposto con questo manuale una raccolta ragionata degli elenchi delle malattie di probabile origine lavorativa per cui vige l’obbligo della segnalazione. Uno strumento prezioso che vuole rendere più facile il compito dei delegati sindacali e degli operatori del patronato, nell’individuazione delle malattie di possibile origine lavorativa che potrebbero essere indennizzate. Gli elenchi delle malattie di probabile origine lavorativa sono tre: - lista 1 - malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità - lista 2 - malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità - lista 3 - malattie la cui origine lavorativa è possibile. Considerato che le malattie contenute negli elenchi sono centinaia, nel manuale le tre liste, mantenendo sempre la distinzione tra loro attraverso tre diverse colorazioni, sono state però unificate in un’unica lista in cui tutte le malattie sono riportate in ordine alfabetico, segnalando per ognuna gli agenti e il codice identificativo. Ogni malattia può così essere immediatamente identificata e ricondotta alla lista di appartenenza e il manuale, così organizzato, si presenta come strumento di utile e facile consultazione per chiunque anche non esperto della materia. Insieme al manuale un CD-ROM con l’intero testo degli elenchi e la modulistica necessaria ai lavoratori e alle aziende per la denuncia delle malattie all’Inail.
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Il settimanale «Lavoro» rappresenta un caso editoriale unico e irripetibile della storia sindacale, un rotocalco "popolare" dal taglio moderno ed elegante, perfettamente in grado di competere, per la raffinatezza delle illustrazioni e la qualità della veste grafica, con le riviste di attualità più in voga nell’Italia degli anni cinquanta. Fondato nel 1948, prodotto esemplare della visione "nazionalpopolare" di Giuseppe Di Vittorio, in pochi anni - con l’arrivo alla direzione di Gianni Toti, straordinaria figura di giornalista e poeta, e grazie a una redazione di giovani giornalisti, alcuni dei quali con un grande futuro - «Lavoro» compirà una piccola rivoluzione nella stampa sindacale, segnalandosi per la modernità dell’iconografia e dei linguaggi e per l’ampiezza dei temi affrontati: non solo sindacato ma anche letteratura, cinema, fotografia, tempo libero. In questo volume riproponiamo tre numeri originali di «Lavoro», ristampati in copia anastatica e rappresentativi dell’evoluzione del giornale (1951, 1955 e 1956), accompagnati da alcune singole pagine scelte tra le sue copertine più significative, gli esclusivi fotoreportage, le più brillanti inchieste giornalistiche e le centinaia di immagini che sono ormai parte della storia del movimento sindacale.
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Luciano Romagnoli, nato nel 1924 ad Argenta, in provincia di Ferrara, appartiene a quella generazione di giovani che iniziò la militanza politica negli anni della seconda guerra mondiale, prima della caduta del fascismo. Aderisce al Partito comunista nel 1942, svolge attività antifascista fra gli studenti universitari e liceali di Bologna. Capo partigiano dopo l’8 settembre del 1943, tra i principali organizzatori della lotta armata e delle lotte sociali nelle campagne del triangolo Bologna-Ferrara-Ravenna, è artefice del grande sciopero generale delle mondine del giugno 1944, che ebbe un peso decisivo per il rafforzamento e l’estensione della Resistenza. Il 26 gennaio 1948, al primo Congresso della Federbraccianti, svoltosi a Ferrara, fu eletto segretario generale del più grande sindacato italiano. Segretario confederale della Cgil nel 1957, deputato del Pci nel 1958 e nel 1963, muore a Roma la mattina del 19 febbraio 1966, a soli 42 anni, vittima di un male incurabile. «... un forte e generoso figlio della vostra terra, un eminente dirigente del movimento operaio e contadino dell’Emilia rossa, dell’Emilia democratica e civile, che è stato una delle figure centrali del movimento operaio e contadino italiano, un costruttore del sindacato unitario e della democrazia italiana... protagonista, con le masse, nella lotta per la costruzione di un nuovo Stato... dirigente comunista e uomo della nuova Italia sorta dalla Resistenza...». (Dalla commemorazione di Emanuele Macaluso ad Argenta, nel decennale della scomparsa di Luciano Romagnoli)
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L’indagine sul lavoro che cambia promossa nel 2009 dal Partito Democratico, che qui pubblichiamo, contiene una fotografia aggiornata dei problemi e delle domande dei lavoratori italiani, descritti all’interno della più grave crisi economica dal dopoguerra. Sulla scia della ricerca pubblicata nel 2005 vengono confermate le linee di fondo delle trasformazioni indotte nel nostro paese dal postfordismo. Tra esse ricordiamo la persistenza di una significativa questione salariale e il permanere di disagi e limitazioni nell’organizzazione del lavoro, tra i quali si segnala la diffusione dello stress. Nello stesso tempo vengono identificate altre aree problematiche, come il peggioramento della condizione economica delle famiglie a causa della crisi economica e la trasversale e montante percezione di insicurezza sociale. Si sottolinea inoltre che i partiti del centro-sinistra sono sollecitati a rielaborare un’offerta di rappresentanza in sintonia con i cambiamenti sociali in corso se non vogliono perdere il rapporto con segmenti significativi del mondo del lavoro. Il ritratto che viene offerto è realistico e chiaroscurale: aiuta a capire come intorno al lavoro si concentri una parte significativa dei problemi e delle aspettative sociali e come esso resti quindi uno snodo rilevante dei capitalismi contemporanei.
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Un profondo malessere assedia oggi l’Unione Europea. In questi anni i suoi assetti interni sono stati posti a dura prova dall’incalzante crisi economica «globale». E sotto la spinta delle rivolte del Maghreb anche lo spazio di Schengen ha iniziato a scricchiolare. La libera circolazione delle persone e la moneta, le due più ambite conquiste dell’Unione, sono oggi entrambe in pericolo. Per la prima volta dalla sua fondazione il fallimento dell’Unione Europea non è più soltanto un’ipotesi immaginaria. Nell’arco di poco tempo, tutte le ambiguità e tutte le contraddizioni che avevano, in passato, plasmato il processo di integrazione sono venute improvvisamente allo scoperto: un’unione politica senza politica, una moneta senza Stato, una forma di governo senza governo, una democrazia senza demos, un patto di stabilità che non garantisce stabilità. L’Europa è oggi di fronte a un bivio: continuare a essere un opaco luogo di intese tecnico-normative (fra élites, giudici, poteri economici, lobbies finanziarie, governi) oppure voltare finalmente pagina, provando a rilanciare su basi democratiche il processo di integrazione.
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Out of stockViolenza contro le donne: cosa si sta facendo in Italia? Inasprire le norme repressive e isolare i comportamenti violenti maschili – che sono ormai arrivati ad un femminicidio ogni due giorni – facendone casi eccezionali, patologici, lascia inalterati i modelli culturali fondati su quegli equilibri patriarcali di potere contro i quali hanno lavorato fin dagli anni Ottanta i Centri antiviolenza e le Case per donne maltrattate, frutto delle lotte femminili e femministe. Comprendere invece che la violenza sulle donne è prima di tutto un problema degli uomini significa spostare l’attenzione dalle vittime agli autori, a quella «questione maschile» che tutta la violenza di genere sottende. Il volume coglie, nella parte iniziale, questo cambiamento di ottica attraverso una ricerca – la prima in Italia – che censisce le esperienze d’avanguardia rivolte agli uomini violenti nel nostro paese, nelle carceri e nei centri, in ambito privato e pubblico, e offre un quadro di programmi sviluppatisi a livello internazionale, cui le esperienze italiane fanno riferimento. Nella seconda parte sono presentate le riflessioni e le proposte di studiosi e studiose afferenti a molteplici discipline, e le esperienze di operatrici e operatori con ruoli professionali diversi. In appendice, un’analisi critica del recente decreto legge n. 93/2013 convertito nella legge del 15 ottobre 2013 n. 119. Le autrici e gli autori: Anna Costanza Baldry, Michela Bonora, Mar co Deriu, Monica Dotti, Fran cesca Garbarino, Paolo Giulini, Bruno Guazzaloca, Monica Mancini, Barbara Mapelli, Massimo Mery, Cristina Oddone, Alessandra Pauncz, Giorgio Penuti, Chantal Podio, Roberto Poggi, Michele Poli, Amalia Rodontini, Mario Sgambato, Claudio Vedovati, Maria (Milli) Virgilio.
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Dopo Gomorra, Scampia, ’a monnezza, la terra dei fuochi. Trent’anni fa moriva Eduardo De Filippo, il grande attore, regista, scrittore. Tre decenni in cui non si è spento, e anzi aumenta, il desiderio che Napoli, i dintorni, il Paese, possano vivere giorni diversi. Questo libro ha due obiettivi: presentare nuovi racconti – poco celebrativi, inquieti, provocatori – di persone che lo hanno conosciuto e a partire da essi comporre un ritratto delle trasformazioni che Eduardo aveva intuito e proposto nei suoi lavori, fra teatro, cinema e televisione. «Scavalcamontagne», ovvero artista che rivela di essersi misurato fin da giovanissimo con il pubblico nelle zone lontane. «Cattivo», nel senso di esigente, un forte carattere nei rapporti sulle scene e nella vita. «Genio consapevole», per la sicurezza e misura con cui scriveva e rappresentava le sue idee. Eduardo è stato una sorta di moderno «viaggiatore», originale e spregiudicato, nell’Italia del Novecento, un paese che conosceva spostamenti di milioni di persone dal Sud al Nord e viceversa, incontri e scontri di linguaggi e di convinzioni. Ma anche «sperimentatore» curioso, sensibile ricercatore di nuove competenze tra le arti e la comunicazione, sempre pronto a trasferire nei drammi, commedie, film, pensieri e sentimenti capaci di parlare agli spettatori, nel segno di un’umanissima lezione.
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Out of stockViolenza contro le donne: cosa si sta facendo in Italia? Inasprire le norme repressive e isolare i comportamenti violenti maschili – che sono ormai arrivati ad un femminicidio ogni due giorni – facendone casi eccezionali, patologici, lascia inalterati i modelli culturali fondati su quegli equilibri patriarcali di potere contro i quali hanno lavorato fin dagli anni Ottanta i Centri antiviolenza e le Case per donne maltrattate, frutto delle lotte femminili e femministe. Comprendere invece che la violenza sulle donne è prima di tutto un problema degli uomini significa spostare l’attenzione dalle vittime agli autori, a quella «questione maschile» che tutta la violenza di genere sottende. Il volume coglie, nella parte iniziale, questo cambiamento di ottica attraverso una ricerca – la prima in Italia – che censisce le esperienze d’avanguardia rivolte agli uomini violenti nel nostro paese, nelle carceri e nei centri, in ambito privato e pubblico, e offre un quadro di programmi sviluppatisi a livello internazionale, cui le esperienze italiane fanno riferimento. Nella seconda parte sono presentate le riflessioni e le proposte di studiosi e studiose afferenti a molteplici discipline, e le esperienze di operatrici e operatori con ruoli professionali diversi. In appendice, un’analisi critica del recente decreto legge n. 93/2013 convertito nella legge del 15 ottobre 2013 n. 119. Le autrici e gli autori: Anna Costanza Baldry, Michela Bonora, Marco Deriu, Monica Dotti, Francesca Garbarino, Paolo Giulini, Bruno Guazzaloca, Monica Mancini, Barbara Mapelli, Massimo Mery, Cristina Oddone, Alessandra Pauncz, Giorgio Penuti, Chantal Podio, Roberto Poggi, Michele Poli, Amalia Rodontini, Mario Sgambato, Claudio Vedovati, Maria (Milli) Virgilio.
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L’utilità di questo manuale sta nell’aver predisposto una raccolta ragionata degli elenchi delle malattie di probabile origine lavorativa per cui vige l’obbligo della segnalazione. Uno strumento prezioso che vuole rendere più facile il compito dei delegati sindacali e degli operatori del patronato, nell’individuazione delle patologie di probabile origine lavorativa che potrebbero essere riconosciute. Gli elenchi delle malattie di probabile origine lavorativa sono tre e con decreto del ministero del Lavoro del 10 giugno 2014 sono stati aggiornati: – lista 1 - malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità; – lista 2 - malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità; – lista 3 - malattie la cui origine lavorativa è possibile. Considerato che le malattie contenute negli elenchi sono centinaia, nel manuale le tre liste, mantenendo sempre la distinzione tra di loro attraverso tre diverse colorazioni, sono state però unificate in un’unica lista in cui tutte le malattie sono riportate in ordine alfabetico, segnalando per ognuna gli agenti e il codice identificativo. Ogni patologia può quindi essere immediatamente identificata e ricondotta alla lista di appartenenza e il manuale, così organizzato, si presenta come strumento di utile e facile consultazione per chiunque anche non esperto della materia.
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Il libro analizza i caratteri e le peculiarità del sindacalismo italiano nei primi anni del Novecento, con particolare riguardo al pluralismo culturale e all’articolazione organizzativa delle diverse esperienze. Fu durante l’epoca giolittiana, infatti, che il movimento sindacale divenne una presenza influente nel quadro politico ed economico nazionale, sia come interlocutore autorevole (nelle sue componenti più moderate), sia come avversario indomito (nelle sue componenti più radicali) delle classi dirigenti. I diversi sindacalismi (riformista, rivoluzionario, anarchico, repubblicano e cristiano) composero uno scenario complesso, arricchito da ulteriori divisioni all’interno di ciascuna organizzazione e da interessanti contaminazioni tra le numerose correnti. Le soluzioni organizzative adottate e le scelte rivendicative avanzate furono molteplici, spesso radicalmente alternative, soprattutto quando entravano in relazione con il mondo della politica e delle istituzioni. Nello stesso tempo, il sindacalismo dell’epoca mostrò anche alcune significative tendenze comuni, nel rapporto con i lavoratori e con le imprese, con le associazioni e con i partiti. Inoltre, per la prima volta a livello nazionale, si manifestò in modo evidente e trasversale la natura duplice e ambivalente del sindacato, insieme soggetto di contestazione del sistema economico e politico, ma anche agente d’integrazione delle masse popolari nello Stato liberale e democratico.
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E' incostituzionale una norma regionale che consente l'assunzione con contratti riservati Carta di soggiorno e previdenza assistenziale per extracomunitari regolari La Cassazione ribadisce l'esigenza di tempestività nel licenziamento per superamento del periodo di comporto
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Incostituzionalità dell'applicazione retroattiva delle decadenza previdenziali La Cassazione e il decreto «Milleproroghe»: differimento del termine di decorrenza dell'impugnativa di licenziamento Licenziamento illegittimo e danno ulteriore Corte di Appello di Milano e Tribunale di Roma sul diritto di opzione del giornalista di proseguire il lavoro fino a 70 anni tutela della maternità avanti la Corte di Giustizia: distinzioni, discriminazioni e retribuzioni Attività investigativa e privacy
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La Corte costituzionale sulle sanzioni per omesso versamento contributi e premi Trasferimento di azienda: legittimazione passiva del cessionario per licenziamento intimato dal cedente Orientamenti della Cassazione sul "rito Fornero" in tema di licenziamento disciplinare e procedura Corte di giustizia e precari dell'insegnamento pubblico Particolari casi di reintegra disposti da Corte di Appello di Bologna e Tribunale di Roma Privacy: illecito il trattamento di dati a fini disciplinari tramite sistema di localizzazione di veicoli aziendali
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Illegìttimita costituzionale del blocco contrattuale dei trattamenti economici dei dipendenti pubblici La tutela costituzionale dei crediti di lavoro nei confronti dei beni confiscati alla mafìa Trasferimento non accettato e successivo licenziamento: la Cassazione afferma la necessità di doppia impugnativa Dequalifìcazione non denunciata e risarcibilità del danno Parità di trattamento e congedi parentali avanti la Corte di Giustizia dell ”Unione Europea La procedura dei licenziamenti collettivi di Alitalia alla verifica di legittimità del Tribunale di Roma
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La Corte costituzionale interviene su «rito Fornero», perequazione delle pensioni e lavoro in istituti di pena Trattamento di dati personali e privacy in Cassazione Prova del licenziamento ritorsivo e applicazione di buona fede e correttezza in sede di legittimità Il Tribunale di Milano accerta la natura ritorsiva del licenziamento con l 'uso di registrazioni tra presenti Accordo sulla rappresentanza e sindacati esclusi avanti il Tribunale civile di Roma La Corte di Giustizia e la tutela della maternità Disciplina organica dei contratti di lavoro
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La Corte costituzionale corregge il legislatore sulle prestazioni sociali per gli stranieri Illegittimità costituzionale della norma che limita l'indennità di maternità in caso di adozione da parte di libere professioniste Cassazione precisa i limiti del repêchage Licenziamento disciplinare: l'irrilevanza del fatto contestato equivale alla insussistenza materiale Caso di licenziamento ritorsivo con reintegra avanti il Tribunale di Napoli La Commissione di garanzia sullo sciopero spontaneo
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Illegittimità costituzionale della disciplina dei contratti a termine nelle fimdazioni liriche La Cassazione indica la data effettiva di decorrenza del termine per impugnare il licenziamento Il licenziamento ritorsivo in sede di legittimità Il Tribunale di Torino solleva dubbi sulla costituzionalità del regime attuale delle spese processuali Il Tribunale di Palermo rimette alla Consulta le norme attuative sulla perequazione automatica delle pensioni La Corte di Giustizia sulle discriminazioni di genere
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La Corte costituzionale e i tagli alla retribuzione dei dipendenti del Parlamento Le Sezioni Unite sui contratti a termine nei rapporti di lavoro pubblico «Repechage» e oneri di allegazione: ulteriori approfondimenti in sede di legittimità Il Tribunale di Monza e il regime probatorio nel licenziamento «ritorsivo» Casi particolari di «reintegra» avanti la Corte di Appello e il Tribunale di Roma La Corte di Giustizia e la tutela dei marittimi in caso di insolvenza del datore di lavoro
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Legittimità costituzionale della norma che abroga la «vicedirigenza pubblica» Anche il convivente more uxorio ha diritto di usufruire dei permessi mensili per assistere il partner malato o invalido Interventi chiarificatori della Cassazione sui limiti che qualificano i controlli a distanza Il Tribunale di Roma dispone la conversione di contratti a termine e la reintegra di lavoratori più volte trasferiti per cambio appalto Nuovo arresto della Corte di Giustizia sull”abuso del contratto a tempo determinato Il Garante della privacy sulla legittimità di un sistema di rilevazione di presenze e orario attuato tramite smartphone in dotazione
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- La Corte costituzionale e i referendum proposti dalla Cgil
- Le Sezioni Unite sui limiti della "infrazionabilità" del credito derivante dal rapporto in sede di giudizio
- Indicazioni della Corte di Giustizia sulla libera circolazione dei lavoratori e sul diritto dei figli al sussidio per studi superiori
- Il Tribunale di Torino sulle conseguenze risarcitorie di una mancata assunzione determinata dalla nazionalità
- Delibera della Commissione di garanzia sugli scioperi proclamati in Italia dai dipendenti di Ryanair
- Novità legislative: attuazione della Direttiva sulle condizioni di ingresso e di soggiorno di lavoratori di paesi terzi nell'ambito di trasferimenti "intrasocietari"
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La Corte costituzionale supera effetti irragionevoli della percezione dell'indennità di disoccupazione I limiti di legittimità dei controlli occulti per la difesa del patrimonio avanti la Cassazione Rimessa alle Sezioni Unite l 'individuazione della tutela in caso di violazione del principio di tempestività nel licenziamento disciplinare Il Tribunale di Bari sanziona il rifiuto dell 'Inps di attivare il Fondo di garanzia per mancato rilascio di certificazione da parte del curatore Le convinzioni personali e l'uso del velo islamico alla luce di recenti decisioni della Corte di Giustizia Il Garante sulla necessità di accordo sindacale per l *uso di sistemi di geolocalizzazione degli automezzi aziendali
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La Corte costituzionale traccia il limite tra questioni ammissibili e prospettazioni relative al contrasto con norme di diritto dell’Ue Dichiarate incostituzionali leggi regionali di stabilizzazione o prosecuzione di rapporti con la p.a. senza concorso Le Sezioni Unite sulla legittimazione a indire assemblee sindacali Il Tribunale di Torino sulla nuova disciplina dei licenziamenti collettivi in caso di appalto Indennità di mater nità: la Corte di Appello di Bari afferma il litisconsorzio necessario di azienda e Inps Nuovi arresti della Corte di Giustizia sui trasferimenti di impresa
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