Copertina - RPS N. 1/2026
RPS N. 1/2026
Gennaio-Aprile 2026
ISBN: 9788823026520
Descrizione
Il finanziamento del welfare
  • Ripensare il significato delle imposte
  • Trumpismo tra verità, potere e ideologia
  • Welfare partecipativo a Corviale
  • Per un umanesimo della cura e del lavoro
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TEMA: Il finanziamento del welfare
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Introduzione
Cristian Perniciano, Nerina Dirindin

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Il fisco tra prelievo e servizi: ripensare il significato delle imposte
Taxation: Between Levies and Services – Rethinking the Purpose of Taxes
Cristian Perniciano

Il dibattito fiscale italiano si concentra ossessivamente sulla riduzione della pressione fiscale, perdendo di vista la funzione primaria del prelievo: finanziare i servizi pubblici. L’analisi storica degli ultimi 150 anni mostra una correlazione diretta tra aumento dell’imposizione (dall’11% del Pil post-unitario al 42% attuale) e ampliamento del welfare state. Il problema centrale non è il livello della pressione fiscale in sé, ma quali funzioni affidiamo allo Stato e come le finanziamo efficientemente. Il sistema tributario italiano è stato progressivamente snaturato, attribuendo al fisco fun-zioni marginali o improprie: redistribuzione diretta (che incide assai meno rispetto alla distribuzione primaria dei redditi), politica salariale (bonus e detrazioni), incentivi industriali ed ecologici, erogazione di sussidi settoriali. Questo ha generato 575 «spese fiscali» per 105 miliardi annui, frammentando il sistema e creando distorsioni. Una particolare situazione è quella dei redditi medi e medio-alti (26.000-100.000 euro), che versano il 60% dell’Irpef ma vengono esclusi dai servizi pubblici means-tested, con-figurando un «doppio pagamento». La soluzione richiede servizi universali finanziati da imposizione progressiva applicata effettivamente a tutti i redditi, recuperando il patto fiscale: le imposte come prezzo della civiltà, non come peso da evitare.

ENGLISH - Italian fiscal debate obsessively focuses on reducing tax pressure, over-looking taxation’s primary function: financing public services. Histori-cal analysis of the last 150 years shows direct correlation between in-creased taxation (from 11% of GDP post-unification to current 42%) and welfare state expansion. The central issue is not tax pressure level per se, but which functions we assign to the State and how we efficiently finance them. The Italian tax system has been progressively distorted by attributing marginal or improper functions to taxation: direct redistribution (affecting only 17% compared to primary income distribution), wage po-licy (bonuses and deductions), industrial and ecological incentives, sec-toral subsidies. This generated 575 «tax expenditures» worth 105 billion annually, fragmenting the system and creating distortions. A serious paradox affects middle-high incomes (26,000-100,000 euros), paying 60% of personal income tax but excluded from means-tested public services, creating a «double payment». The solution requires uni-versal services financed by progressive taxation effectively applied to all incomes, restoring the fiscal contract: taxes as the price of civilization, not a burden to avoid.

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Asili nido e servizi educativi: diritti da garantire a tutti i bambini e le bambine
Nursery Schools and Educational Services: Rights Must Be Guaranteed for All Children
Daniela Barbaresi

A fronte di 1,2 milioni di bambini e bambine nella fascia di età 0-2 anni, in Italia ci sono 378mila posti negli asili nido e nei servizi integrativi per la prima infanzia che corrispondono al 31,6% dei bambini con 0-2 anni: un numero assolutamente insufficiente rispetto al potenziale bacino di utenza, con forti divari territoriali, ancora inferiore a quel 33% che l’Unione europea si era dato come obiettivo da raggiungere entro il 2010 e molto lontana dal nuovo obiettivo europeo del 45% da raggiungere entro il 2030. È necessario garantire un’adeguata rete di asili nido e servizi educativi per la prima infanzia, recuperando rapidamente i troppi ritardi nella realizzazione dei progetti del Pnrr. A pochi mesi della scadenza del Pnrr è stato speso solo il 39% dei 3,8 miliardi di euro di finanziamenti per asili nido e scuole dell’infanzia e solo l’8% delle opere risulta completato, mentre troppi progetti presentano ritardi nell’esecuzione delle opere. Occorre inoltre una rete di asili nido diffusi nel territorio, di qualità, accessibili e gratuiti, nel rispetto delle indicazioni europee, perché il diritto a un percorso educativo sin dai primi mesi di vita sia garantito a tutti i bambini e le bambine.

ENGLISH - With 1.2 million children aged 0 to 2 years in Italy, there are 378,000 places in nursery schools and supplementary early childhood services, corresponding to 31.6% of children aged 0 to 2 years. This number is completely insufficient compared to the potential catchment area, with significant regional disparities, still lower than 33% target set by the European Union to be achieved by 2010 and far from the new European target of 45% to be achieved by 2030.It is essential to ensure an adequate network of nursery schools and early childhood education services, quickly addressing the significant delays in implementing NRRP projects. With just a few months to go until the NRRP expires, only 39% of the € 3.8 billion in funding for daycare centers and preschools has been spent, and only 8% of projects have been completed, while too many projects are facing delays. It is essential to ensure an adequate network of high-quality, accessible, and free daycare centers throughout the country, in compliance with European guidelines, so that all children are guaranteed the right to an educational path from their earliest months.

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Dalla privatizzazione alla finanziarizzazione nella tutela della salute
From Privatization to Financialization of Healthcare Delivery
Nerina Dirindin

Ci sono cambiamenti che non si riescono a cogliere facilmente perché, per quanto significa-tivi, si manifestano su livelli difficili da osservare e dei quali ci rendiamo conto solo quando hanno già prodotto rilevanti effetti sulla vita di tutti noi. Se poi l’agente del cambiamento ha interesse a non condividere le proprie strategie, la consapevolezza può arrivare quando il processo è già ampiamente sviluppato. È quanto succede con riguardo alla finanziarizzazione del settore sanitario, processo che fa seguito alla privatizzazione, con la quale è interconnesso, ma di cui si conosce molto poco benché sia in grado di produrre effetti preoccupanti. Ad oggi, la letteratura specialistica si è concentrata soprattutto sulla privatizza-zione della sanità, mentre minore attenzione ha dedicato al modo in cui il mondo della finanza privata può influenzare lo sviluppo dei sistemi sanitari e la qualità dell’assistenza. Il contributo cerca di offrire, sulla base della letteratura disponibile, elementi di conoscenza volti a rendere il lettore consapevole del processo di finanziarizzazione del sistema sanitario in atto e dei suoi possibili effetti sulla tutela della salute. Il lavoro si chiude con il richiamo alla definizione di strumenti di regolazione del fenomeno.

ENGLISH - Some changes are hard to comprehend because, no matter how significant they are, they are not easily noticed. As a result, we often recog-nize them only after they have already had a major impact on our lives. When the driver of change has a vested interest in keeping strategies opaque, awareness often arises only once the process is already well advanced. This is true of the financialization of the healthcare sector – a process closely linked to privatization, yet far less understood, despite its capacity to generate troubling consequences. While existing litera-ture has largely concentrated on healthcare privatization, comparatively little attention has been given to the ways private finance may have shaped the evolution of healthcare systems and the quality of care. This paper aims to provide preliminary, concise reflections on the financialization of healthcare and its potential impacts on healthcare delivery.

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Il finanziamento del trasporto pubblico locale tra sostenibilità economica e impatto territoriale
The Financing of Local Public Transport between Economic Sustainability and Territorial Impact
Cristina Bargero

Il trasporto pubblico locale italiano affronta sfide strutturali legate al bilanciamento tra sostenibilità economica e adeguatezza dell’offerta territoriale. Il presente contributo si configura come un’analisi di policy di carattere descrittivo-analitico con l’obiettivo di: sistematizzare il quadro normativo e finanziario del trasporto pubblico locale (Tpl) in Italia; esaminare criticamente le criticità applicative delle riforme recenti con particolare riferimento al Fondo nazionale trasporti (Fnt) e ai Livelli adeguati di servizio (Las); esplorare strumenti finanziari innovativi fondati sul principio «chi beneficia paga»; discutere le potenzialità delle gare competitive e della digitalizzazione come leve strategiche per l’efficienza del sistema. Il contributo esplora strumenti finanziari innovativi fondati sul principio «chi beneficia paga» e le potenzialità connesse alla digitalizzazione e ai nuovi affidamenti tramite procedura competitiva come leve per incrementare l’efficienza del sistema e generare valore sociale.

ENGLISH - Italian local public transport faces structural challenges related to ba-lancing economic sustainability with the adequacy of territorial service provision. This contribution analyses the financing framework of local public transport, which is characterised by a combination of fare revenues, state transfers channelled through the National Transport Fund, and regional co-financing. The paper also explores innovative financial instruments based on the «beneficiary pays» principle, as well as the potential associated with digitalisation and new competitive tendering procedures as levers to enhance system efficiency and generate social value.

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Welfare fiscale. Cui prodest?
Fiscal Welfare For Whom?
Matteo Jessoula, Emmanuele Pavolini

Il saggio analizza il crescente ruolo del welfare fiscale nel sistema italiano di protezione sociale, evidenziando come le agevolazioni fiscali – come detrazioni, deduzioni e incentivi – sono diventate strumenti importanti, pur restando spesso al di fuori del dibattito pub-blico. Il welfare fiscale rappresenta un «welfare nascosto» che, rispetto alla spesa pubblica diretta, ha registrato un incremento notevole negli ultimi quindici anni, con impatti distri-buitivi altamente regressivi a favore dei più ricchi, e una sostanziale concentrazione di risorse in poche misure principali. In settori cruciali come casa, famiglia, sanità e pensioni, le misure fiscali hanno modificato il modello di protezione tradizionale, favorendo l’inter-vento di attori privati e contribuendo alla multipillarizzazione, con risultati spesso insod-disfacenti in termini di equità, efficacia e copertura universale. La natura opaca di queste agevolazioni rende però il welfare fiscale uno strumento particolarmente attrattivo per i decisori politici, poiché permette di aggirare i vincoli di spesa fungendo da formidabile catalizzatore di consenso politico immediato.

ENGLISH - This paper examines the increasing role of fiscal welfare in Italy’s social protection system, highlighting how tax expenditures – such as deduc-tions, credits, and incentives – have become primary policy tools often operating outside public debate and under European fiscal constraints. Fiscal welfare is characterized as a «hidden welfare» that, over the past fifteen years, has experienced significant growth, with highly regressive distributional effects favoring the wealthy and resource concentration in a few key measures. In critical sectors like housing, family, health, and pensions, fiscal measures have reshaped traditional welfare models, promoting private actors and contributing to the multi-pillarization of social protection. However, these interventions frequently fall short in terms of equity, coverage, and effectiveness, often undermining univer-salist principles and increasing inequalities. The opacity of tax benefits makes fiscal welfare an appealing political instrument, as it allows go-vernments to bypass expenditure limits and influence social and indu-strial relations. Overall, the analysis reveals that fiscal welfare, while flexible and politically attractive, tends to reinforce existing disparities and fragment the social protection system, posing challenges for achieving equitable and comprehensive welfare outcomes.

ATTUALITÀ: Il trumpismo tra verità, potere e ideologia
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Definire il trumpismo: una sfida categoriale
Defining Trumpism: a Challenge of Categorization
Alessandro Volpe

Definire il trumpismo è un esercizio necessario ma complesso: il fenomeno resiste a una precisa classificazione, presentandosi come una sfida alle stesse categorie con cui leggiamo la politica economica e sociale. Nel secondo mandato di Trump, i tratti populisti si con-servano, ma emerge un disegno sempre più esplicitamente elitista e autoritario, con un passaggio sul piano internazionale dall’isolazionismo a un’impostazione apertamente neo-imperiale. La One Big Beautiful Bill ne è l’espressione normativa massima. La deregolamentazione trumpiana non è assenza dello Stato, bensì un interventismo selettivo orientato alla sovranità economica e militare. Neoliberalismo e neoprotezionismo non sono nel trumpismo delle ideologie economiche, bensì dei dispositivi di potere: strumenti con-tingenti orientati al rafforzamento del presidente e del suo entourage. Il trumpismo si differenzia così profondamente dal reaganismo e dal thatcherismo: più che dall’economia, esso si spiega a partire da ragioni filosofico-culturali. Il trumpismo non è un’anomalia americana, ma una forma replicabile di gestione del potere destinata a ispirare le destre mondiali.

ENGLISH - Defining Trumpism is a necessary but complex exercise: the phenomenon resists precise classification, presenting itself as a challenge to the very categories through which we read economic and social policy. In Trump’s second term, classically populist traits are preserved, but an increasingly explicit elitist and authoritarian design emerges, accompanied internationally by a shift from cautious isolationism to an openly neo-imperial posture. The One Big Beautiful Bill Act represents its fullest normative expression. Trumpian deregulation is not an absence of the state, but a selective state interventionism oriented toward economic and military sovereignty. Neoliberalism and neo-protectionism function within Trumpism not as economic ideologies but as devices of power: contingent instruments oriented toward consoli-dating the president and his entourage. Trumpism thus differs profoundly from Reaganism and Thatcherism: more than economics, it is best explained through philosophical and cultural reasons. Trumpism is not an American anomaly, but a replicable form of power management set to inspire right-wing movements worldwide.

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Potere e verità nella svolta autoritaria del secondo Trump
Power and Truth in the Authoritarian Shift of Trump’s Second Presidency
Giorgia Serughetti

L’articolo analizza il mutamento del progetto politico di Donald Trump tra il primo e il secondo mandato, interpretandolo come il passaggio da una logica populista a una fase post-populista e autoritaria. Se nel primo periodo il discorso politico era centrato sulla contrapposizione tra «popolo» ed élite, nel secondo emerge una concezione del potere fondata sulla centralità del leader e sulla delegittimazione di tutti i poteri che ne limitano l’azione. In questo quadro assume un ruolo cruciale il rapporto tra potere, verità e conoscenza. A partire dall’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, il contributo indaga la trasforma-zione del regime epistemico contemporaneo, segnato dalla cosiddetta «post-verità», in cui la distinzione tra vero e falso perde rilevanza pubblica. Si sostiene tuttavia che la fase attuale vada oltre la post-verità, configurandosi come una strategia attiva di manipolazione e ri-scrittura della realtà che investe media, scienza e istituzioni democratiche. Riprendendo le riflessioni di Hannah Arendt, l’articolo evidenzia i rischi di tale deriva per la democrazia e sottolinea il valore della difesa della verità fattuale come forma essenziale di resistenza politica.

ENGLISH - The article analyzes the transformation of Donald Trump’s political project between his first and second terms, interpreting it as a shift from a populist logic to a post-populist and authoritarian phase. While in the first period political discourse was centered on the opposition between «the people» and the elite, in the second a conception of power emerges that is grounded in the centrality of the leader and in the delegitimization of all powers that limit his action. In this framework, the relationship between power, truth, and knowledge becomes crucial. Starting from the assault on Capitol Hill on January 6, 2021, the article examines the transformation of the contemporary epistemic regime, marked by the so-called «post-truth», in which the distinction between true and false loses public relevance. It argues, however, that the cur-rent phase goes beyond post-truth, taking the form of an active strategy of manipulation and rewriting of reality that affects the media, science, and democratic institutions. Drawing on Hannah Arendt’s reflections, the article highlights the risks this development poses for democracy and underscores the value of defending factual truth as an essential form of political resistance.

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Il mix di neotradizionalismo e tecnoliberismo
The Mix of Traditionalism and Technoliberalism
Beniamino Lapadula

Il contributo sostiene che la seconda Presidenza Trump abbia aperto la strada alla controrivoluzione reazionaria. Si vogliono abolire i principi delle rivoluzioni democratiche e ripristinare gerarchie basate sulla disuguaglianza naturale. Il trumpismo mette insieme le principali correnti della destra radicale (religiosi tradizionalisti, etnonazionalisti, razzisti) con i potenti miliardari tecnolibertari. La PayPall Mafia, guidata da Peter Thiel, ha favorito un vero e proprio colpo di stato delle Big Tech che hanno ottenuto la privatizza-zione delle funzioni pubbliche e promosso un uso autoritario delle piattaforme. L’Europa deve emanciparsi dalle Big Tech statunitensi e riconquistare una propria sovranità tecno-logica. Solo così l’IA potrà potenziare e non sostituire i lavoratori, ridurre le disuguaglianze e ricostruire una forte classe media capace di sostenere la democrazia. Per vincere la sua battaglia la sinistra non deve guardare al passato, ma avanzare idee e proposte nuove.

ENGLISH - The article argues that Trump’s second presidency has paved the way for a reactionary counter-revolution. They want to abolish the principles of democratic revolutions and restore hierarchies based on natural inequality. Trumpism brings together the main currents of the radical right (religious traditionalists, ethno-nationalists, racists) with the powerful techno-libertarian billionaires. The PayPal Mafia, led by Peter Thiel, supported the «Tech Coup» that obtained the privatization of public functions and promoted an authoritarian use of the platforms. Europe must emancipate itself from US Big Tech and regain its own techno-logical sovereignty. Only in this way will AI be able to empower, not replace, workers, reduce inequality, and rebuild a strong middle class capable of strengthening democracy. To win its battle the left must no look to the past but advance new ideas and proposals.

DIBATTITO: Per un umanesimo della cura e del lavoro (L. Pennacchi, 2025, Nonostante Hobbes. Lavoro, democrazia, antropologia, Castelvecchi, Roma)
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Cura, lavoro e speranza: una lettura femminista di Nonostante Hobbes
Care, Work, and Hope: a Feminist Reading of Nonostante Hobbes
Alessandra Bocchetti

Il contributo propone una riflessione critica sul volume di Laura Pennacchi (2025), centrato sulla critica all’antropologia pessimistica di Hobbes e Machiavelli, cui viene contrapposta l’idea di una bontà originaria dell’essere umano. Da qui prende forma la prospettiva di un nuovo umanesimo fondato sulla cura, sulla relazione e sul riconoscimento reciproco. La cura è intesa non come dimensione privata o subordinata, ma come principio politico capace di contrastare gli effetti del capitalismo finanziario e dell’individualismo contemporaneo. L’articolo sviluppa inoltre una lettura femminista, secondo cui il maschilismo non costituisce una semplice eredità culturale, ma un sistema ancora operante, fondato sulla logica del dominio. Centrale è la critica alla svalutazione storica del lavoro femminile e materno, considerato invisibile o «naturale», nonché alla separazione tra sfera privata e pubblica. La maternità viene reinterpretata come esperienza originaria della relazione e fondamento dell’amor mundi. Speranza e lavoro dotato di senso emergono infine come condizioni di una possibile trasformazione etico-politica del presente.

ENGLISH - The article offers a critical reflection on Laura Pennacchi’s essay (2025), which is based on a critique of Hobbes’s and Machiavelli’s pessimistic anthropology: the idea of the inherent goodness of human beings stands in contrast to this and makes it emerging the vision of a new humanism founded on care, relationships, and mutual recognition. Care is considered not as a private or subordinate sphere, but as a political principle capable of countering the effects of financial capitalism and contemporary individualism. According to a feminist interpretation developed in the article, machismo is not merely a cultural legacy, but a system that remains in operation today, founded on a logic of domination. A central aspect is the critique of the historical devaluation of women’s and maternal work, which is regarded as invisible or «natural», and of the separation between the private and public spheres. Motherhood is reinterpreted as the primordial experience of relationship and the foundation of amor mundi. Hope and meaningful work ultimately emerge as the conditions for a possible ethical and political transformation of the present.

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Lavoro e democrazia contro il neoliberismo
Work and Democracy Against Neoliberalism
Giorgio Fazio

L’articolo propone una ricostruzione critica del pensiero di Laura Pennacchi in merito al neoliberismo, al lavoro e alla democrazia, collocandolo entro il dibattito contemporaneo sulla critica dell’economia di mercato, per poi approfondire il nesso tra crisi del lavoro, patologie sociali e indebolimento della democrazia, soffermandosi sul confronto con autori quali Axel Honneth e Christoph Dejours. Centrale risulta la tesi secondo cui il lavoro, sottratto alla subordinazione alle logiche del profitto, possa configurarsi quale spazio di riconoscimento, cooperazione e formazione democratica. In conclusione, il contributo discute criticamente la lettura di Hobbes e Machiavelli, rilevando come le antropologie politiche moderne abbiano veicolato anche significative istanze egualitarie.

ENGLISH - The article offers a critical analysis of Laura Pennacchi’s thinking on neoliberalism, work and democracy, situating it within the current de-bate on the critique of the market economy. The link between the crisis in the labour market, social ills and the weakening of democracy is then explored in greater depth, drawing in particular on the work of authors

APPROFONDIMENTI
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Corsi di vita e conciliazione lavoro-cura-famiglia delle donne con tumore al seno in Italia
Life Courses and Work-Care Balance of Women with Breast Cancer in Italy
Ester Micalizzi, Sonia Bertolini, Manuela Naldini

L’articolo, adottando una prospettiva sociologica attenta alla dimensione di genere e al corso di vita, analizza come una diagnosi di tumore al seno incida sui corsi di vita delle donne, con particolare attenzione alle strategie di conciliazione tra lavoro, famiglia e per-corso di cura. Lo studio si basa su 28 interviste qualitative in profondità a donne italiane che hanno affrontato un primo episodio di tumore al seno, realizzate tra il 2022 e il 2023 nell’ambito del progetto Corsi di vita di giovani donne ed episodi oncologici. I risultati evidenziano due principali modelli di gestione della conciliazione: il modello dell’«equilibrista», caratterizzato dal tentativo di mantenere attiva la partecipazione al lavoro durante le cure, e il modello dello «stallo», in cui la malattia comporta una sospensione o ridefinizione della traiettoria professionale. L’analisi mette inoltre in luce come le condizioni occupazionali, la fase del corso di vita e l’accesso a risorse di supporto influenzino profondamente le possibilità di scelta delle donne. I risultati evidenziano infine i limiti delle politiche di welfare nel sostenere in modo adeguato l’intreccio tra salute, lavoro e famiglia.

ENGLISH - This article, adopting a sociological perspective attentive to gender and life course, analyses how a diagnosis of breast cancer affects women’s life courses, with particular attention to strategies for balancing work, family and treatment. The study is based on 28 in-depth qualitative in-terviews with Italian women who have faced a first episode of breast cancer, conducted between 2022 and 2023 as part of the project Life courses of young women and cancer episodes. The results highlight two main models of work-life balance management: the «balancing act» model, characterised by an attempt to continue working during treatment, and the «standstill» model, in which the disease leads to a suspension or redefinition of the professional trajectory. The analysis also highlights how employment conditions, stage of life and access to support re-sources profoundly influence women’s choices. Finally, the results highlight the limitations of welfare policies in adequately supporting the intertwining of health, work and family.

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Welfare partecipativo a Corviale: la co-programmazione del Piano urbano integrato
Participatory Welfare in Corviale: The Co-Programming of the Integrated Urban Plan
Pasquale Rosania

L’articolo analizza la co-programmazione del Piano urbano integrato di Corviale a Roma, come sperimentazione dell’istituto dell’amministrazione condivisa introdotto dalla riforma del Terzo settore. A partire dal quadro teorico sul welfare mix e sulla governance partecipativa, lo studio indaga i processi di cambiamento istituzionale generati dall’inte-razione tra amministrazione, cooperative e associazioni. Attraverso un approccio qualita-tivo, basato su osservazione partecipante e interviste, l’analisi evidenzia la tensione tra partecipazione effettiva e ritualizzata, il peso della leadership amministrativa e la necessità di rafforzare la fiducia e la coesione tra gli attori locali. L’analisi del percorso sia nella dimensione processuale che di output e outcome consente di evidenziare l’impatto che la nuova dimensione relazionale esercita sul modello di governance in termini di riflessività e accrescimento del capitale sociale. Corviale è il primo passo di un laboratorio di transi-zione verso un modello collaborativo che incontra ancora limiti burocratici e di cultura amministrativa, ma che fornisce alcune preziose indicazioni analitiche.

ENGLISH - The article analyses the co-programming of the UIP (Urban Innovation Program) of Corviale in Rome as an experimental implementation of the institution of shared administration introduced by the reform of the Third Sector. Starting from the theoretical framework of welfare mix and participatory governance, the study investigates the processes of institutional change generated by the interaction between public administration, cooperatives, and associations. Through a qualitative approach based on participant observation and interviews, the analysis highlights the tension between effective and ritualized participation, the weight of administrative leadership, and the need to strengthen trust and cohesion among local actors. The analysis of the process, in terms of both procedure and output/outcome, makes it possible to highlight the impact that the new relational dimension has on the governance model in terms of reflexivity and the growth of social capital. Corviale represents the first step in a transitional laboratory toward a collabora-tive model that still faces bureaucratic and administrative culture bar-riers but provides some valuable analytical insights.

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